Almaviva alla guida di Q-ARM, il progetto europeo per proteggere le comunicazioni militari dalle minacce della computazione quantistica
- piscitellidaniel
- 22 lug
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Almaviva, uno dei principali gruppi italiani nel settore ICT, ha assunto il ruolo di capofila nel progetto europeo Q-ARM (Quantum Agile Resilient Military communications), un’iniziativa finanziata dalla Commissione Europea attraverso l’European Defence Fund e dedicata allo sviluppo di tecnologie avanzate per la sicurezza delle comunicazioni militari. Il progetto ha l’obiettivo di realizzare un’infrastruttura crittografica resistente agli attacchi dei futuri computer quantistici, e rappresenta uno dei primi tentativi concreti dell’Unione Europea di affrontare a livello operativo una delle sfide tecnologiche più delicate dei prossimi decenni: la minaccia della quantum computing alla sicurezza informatica.
Il valore complessivo del progetto è di 4,995 milioni di euro, con una durata prevista di 36 mesi, dal 2025 al 2028. Il consorzio che affianca Almaviva nella realizzazione di Q-ARM è composto da dieci partner provenienti da sette Paesi europei: Italia, Francia, Croazia, Portogallo, Polonia, Bulgaria e Belgio. Tra i partecipanti figurano aziende private, centri di ricerca, università e istituzioni militari, a testimonianza del forte orientamento multidisciplinare e transnazionale dell’iniziativa. L’Italia, oltre ad Almaviva, è rappresentata da Tecoms e Zanasi & Partners, mentre la partecipazione accademica e scientifica è assicurata da atenei e istituti di difesa polacchi e francesi.
Il progetto Q-ARM nasce in un contesto di crescente preoccupazione per l’impatto che i computer quantistici potranno avere sulla crittografia tradizionale. A differenza degli attuali sistemi, basati su algoritmi che sfruttano la difficoltà computazionale di determinati problemi matematici – come la fattorizzazione dei numeri primi – i computer quantistici promettono di superare tali ostacoli, rendendo vulnerabili gran parte dei protocolli di sicurezza oggi in uso. In ambito militare, questo scenario rappresenta una minaccia diretta all’integrità delle comunicazioni sensibili, alla protezione dei dati classificati e alla sicurezza delle infrastrutture critiche.
Per rispondere a questo rischio, Q-ARM combina due approcci complementari: l’impiego di algoritmi di crittografia post-quantistica (PQC), capaci di resistere agli attacchi di computer quantistici, e l’uso di tecnologie di distribuzione quantistica delle chiavi (QKD), che sfruttano i principi della fisica quantistica per garantire che ogni tentativo di intercettazione venga rilevato in tempo reale. Il sistema che verrà sviluppato da Q-ARM sarà progettato per funzionare su reti ibride, integrando comunicazioni terrestri in fibra ottica e collegamenti satellitari, per garantire copertura globale, affidabilità e resilienza anche in scenari operativi complessi.
Una delle innovazioni previste riguarda la gestione dell’identità digitale tramite tecnologie distribuite, come la blockchain, che permetteranno un controllo decentralizzato e sicuro degli accessi alle infrastrutture comunicative. Questo aspetto risulta particolarmente rilevante nei contesti di difesa, dove la decentralizzazione può aumentare la robustezza del sistema in caso di attacchi, interruzioni o compromissioni localizzate.
Il progetto prevede anche la realizzazione di un simulatore end-to-end per testare l’efficacia delle soluzioni sviluppate in condizioni operative realistiche, nonché lo sviluppo di prototipi che potranno essere testati sia in ambiente di laboratorio sia sul campo. Inoltre, verrà messo a punto un sistema per l’interoperabilità con le reti esistenti, in modo da garantire una transizione fluida verso le nuove tecnologie senza compromettere la continuità dei servizi di comunicazione militare.
Il contesto geopolitico e industriale in cui si inserisce Q-ARM è particolarmente significativo. Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha intensificato gli sforzi per rafforzare la propria autonomia strategica in ambito tecnologico, soprattutto dopo l’emergere della competizione globale con Stati Uniti e Cina sulle tecnologie quantistiche. Mentre i giganti asiatici e nordamericani investono miliardi nello sviluppo di computer quantistici, l’Europa punta a colmare il divario attraverso una combinazione di politiche industriali, finanziamenti mirati e collaborazione tra soggetti pubblici e privati.
In questo quadro, il Fondo europeo per la difesa si è rivelato uno strumento fondamentale. Creato per sostenere la cooperazione tra gli Stati membri e le imprese europee nel settore della difesa, il fondo ha selezionato nel 2024 appena tre progetti nel campo delle tecnologie quantistiche, tra cui Q-ARM è l’unico a guida italiana. Su 297 proposte presentate, solo 62 sono state ammesse a finanziamento, confermando il carattere altamente competitivo della selezione. Il fatto che Almaviva sia riuscita a guidare un progetto di questo tipo è considerato un importante riconoscimento delle competenze tecnologiche dell’azienda e della capacità di visione strategica dimostrata in un settore ad altissimo contenuto innovativo.
Almaviva non è nuova alla partecipazione in progetti internazionali nel settore della sicurezza e della difesa, ma con Q-ARM assume per la prima volta il ruolo di leader in un’iniziativa europea nell’ambito quantistico. Questa posizione di guida comporta non solo la responsabilità scientifica e tecnica, ma anche il coordinamento di un consorzio complesso, la gestione dei rapporti con la Commissione Europea e la supervisione della fase di test e deployment delle soluzioni.
Il successo del progetto avrà implicazioni rilevanti non solo per il settore della difesa, ma anche per tutte le applicazioni civili che richiedono un’elevata sicurezza delle comunicazioni, come il comparto bancario, le infrastrutture energetiche, le reti sanitarie e i servizi pubblici. La tecnologia post-quantistica è infatti destinata a diventare uno standard per la protezione delle informazioni in una società sempre più digitale e interconnessa.
Il coinvolgimento di università e centri di ricerca europei mira anche alla formazione di nuove competenze nel settore della sicurezza quantistica, un ambito che richiederà nei prossimi anni migliaia di professionisti altamente specializzati. Attraverso attività di formazione, workshop, pubblicazioni scientifiche e scambi internazionali, Q-ARM punta a creare un ecosistema europeo capace di innovare, produrre e difendere in autonomia le proprie tecnologie strategiche.
Il progetto si articola in più fasi operative, che includono la definizione dei requisiti, la progettazione architetturale, lo sviluppo dei prototipi, la sperimentazione su scala ridotta e infine la validazione in ambienti operativi simulati. A regime, l’obiettivo è di rendere disponibili strumenti e standard interoperabili a livello europeo, capaci di garantire protezione contro le minacce quantistiche su scala continentale, e in prospettiva, globale.

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