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Airbus vola in Borsa: il mercato punta su un maxi ordine dalla Cina per 300 aerei

Il titolo Airbus ha chiuso in forte rialzo alla Borsa di Parigi nella seduta del 4 giugno 2025, con un +4,1% che ha catturato l’attenzione degli investitori internazionali. Il balzo è stato innescato da indiscrezioni rilanciate da Bloomberg su una possibile maxi commessa da parte della Cina, che potrebbe riguardare inizialmente 300 aeromobili, con la prospettiva di arrivare fino a 500 nei prossimi mesi. L'ordine, secondo fonti industriali vicine al dossier, potrebbe essere formalizzato a luglio, in occasione di un incontro diplomatico tra i leader europei e Pechino.


L’interesse cinese per i jet Airbus si inquadra in un più ampio programma di ammodernamento della flotta da parte delle principali compagnie del Paese. Dopo anni di cautela legata alla pandemia e alle tensioni geopolitiche tra Cina e Stati Uniti, la domanda interna di viaggi aerei ha ripreso a crescere rapidamente. Le compagnie cinesi, tra cui Air China, China Eastern e China Southern, stanno ora valutando nuovi investimenti per aggiornare le flotte e sostituire aeromobili ormai datati. Il piano potrebbe configurarsi come il più importante ordine aereo cinese degli ultimi dieci anni, con implicazioni rilevanti per l’industria globale del trasporto aereo.


Non si tratta solo di una decisione economica, ma anche di una scelta strategica con forti risvolti politici. La Cina ha tradizionalmente alternato gli acquisti di velivoli tra Airbus e Boeing, in base all’andamento delle relazioni diplomatiche. Negli ultimi anni, tuttavia, le relazioni con gli Stati Uniti si sono incrinate su vari fronti, dalla guerra commerciale ai dossier di sicurezza, rendendo meno probabile un mega ordine verso il costruttore americano. Airbus, dal canto suo, può vantare una presenza industriale diretta in Cina, dove dispone di una linea di assemblaggio finale a Tianjin, utilizzata principalmente per l’A320neo.


La notizia della possibile commessa ha prodotto immediate reazioni anche nei mercati finanziari europei. Il titolo Airbus ha guadagnato oltre 5 miliardi di euro in capitalizzazione in una sola giornata, confermandosi tra i migliori del listino Euronext. Gli analisti vedono in questo scenario un importante catalizzatore per i prossimi mesi. Un ordine da 300 aerei, basandosi sui prezzi di listino, potrebbe valere fino a 40 miliardi di dollari. Considerato lo sconto tipico praticato nelle trattative commerciali di questa entità, si parla comunque di una cifra tra i 25 e i 30 miliardi di dollari, che garantirebbe ad Airbus lavoro e cassa per diversi anni.

Il gruppo europeo sta cercando di consolidare la propria posizione dominante nel mercato dei narrow-body (aerei a corridoio singolo), soprattutto con la sua famiglia A320neo, in forte concorrenza con il 737 MAX di Boeing, che ha subito una serie di battute d’arresto tecniche e reputazionali. Attualmente Airbus detiene circa il 63% della quota globale in questo segmento. La potenziale commessa cinese contribuirebbe a rafforzare questa leadership, oltre a mettere ulteriore pressione sui concorrenti americani.

Dal punto di vista industriale, Airbus dovrà far fronte alla sfida di incrementare la produzione per rispettare le consegne, un compito reso complesso da strozzature nella catena di approvvigionamento e dalla carenza di manodopera specializzata. La società ha già annunciato un aumento progressivo del rateo produttivo per l’A320neo, puntando a 75 unità al mese entro il 2026. Per centrare questo obiettivo sarà fondamentale il contributo degli stabilimenti europei e asiatici, in particolare quello di Tianjin, che potrebbe assumere un ruolo ancor più centrale nei prossimi anni.


Sullo sfondo, resta il nodo delle relazioni commerciali globali. Il rafforzamento della partnership aeronautica tra Europa e Cina potrebbe rappresentare un tassello importante per una diplomazia economica che, in un contesto di rivalità globale, si muove su equilibri molto sottili. Airbus, grazie a una struttura industriale distribuita e una governance multinazionale, si conferma un attore capace di dialogare con tutti gli schieramenti, mantenendo una posizione strategica nei mercati chiave.

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