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Agromeccanica italiana tra crisi e rilancio: FederUnacoma rilancia su transizione e innovazione

Il settore delle macchine agricole in Italia vive una fase di transizione complessa, segnata da una riduzione delle immatricolazioni e da crescenti pressioni sui costruttori. Nel primo trimestre del 2025, le immatricolazioni di trattrici hanno segnato una flessione del 7,3% rispetto allo stesso periodo del 2024, con 3.535 unità registrate. Anche mietitrebbie e altri macchinari per la raccolta hanno riportato cali, confermando un trend negativo che si protrae ormai da oltre un anno. Questa dinamica riflette non solo l’incertezza economica generale, ma anche gli effetti ancora visibili dell’inflazione, della volatilità dei mercati internazionali e di un ritardo strutturale nella modernizzazione del parco mezzi agricolo.


FederUnacoma, la federazione dei costruttori italiani di macchine per l’agricoltura, ha sottolineato come il progressivo invecchiamento dei macchinari stia diventando un fattore critico per la competitività dell’intero comparto. La media d’età dei trattori in circolazione in Italia supera i 20 anni, una soglia ben al di sopra di quella di altri paesi europei. Ciò implica non solo una minore efficienza nei processi agricoli, ma anche maggiori costi di gestione e un impatto ambientale superiore. Le macchine obsolete consumano più carburante, emettono più CO₂ e comportano rischi maggiori per la sicurezza degli operatori.


Per far fronte a questa situazione, FederUnacoma ha intensificato il proprio impegno istituzionale, sostenendo il pieno utilizzo degli strumenti previsti nel Piano Transizione 5.0. Questo piano, varato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, prevede un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi, comprese le macchine agricole, a condizione che contribuiscano all’efficienza energetica e all’innovazione digitale. Gli incentivi fiscali possono arrivare fino al 45% dell’investimento, con un contributo minimo del 35%, a seconda della riduzione dei consumi che la nuova macchina è in grado di garantire rispetto a quella sostituita.


L’obiettivo di FederUnacoma è duplice: rilanciare il mercato delle nuove immatricolazioni e accompagnare il settore verso una maggiore sostenibilità, in linea con le direttive europee e gli obiettivi del Green Deal. In questo senso, l’associazione ha anche rilanciato l’importanza dell’agricoltura 4.0, promuovendo tecnologie basate su sensoristica avanzata, interconnessione dei mezzi, uso dei dati per la gestione delle risorse e automazione dei processi. Sono proprio questi ambiti a costituire il cuore della nuova strategia industriale del comparto, che mira ad affermare la leadership italiana non solo sul piano quantitativo, ma soprattutto qualitativo.


Parallelamente, la federazione ha avviato una campagna di sensibilizzazione verso le istituzioni regionali, affinché i fondi del PNRR e del PSR vengano utilizzati in modo mirato per sostenere l’acquisto di macchine tecnologicamente avanzate, in particolare nei territori a maggiore vocazione agricola. L’intento è quello di ridurre il divario tra le diverse aree del Paese, favorendo una crescita più uniforme e bilanciata. Alcune regioni, come Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, hanno già attivato bandi specifici, mentre in altre zone la distribuzione delle risorse resta frammentaria.


Il mercato dell’usato, seppur più dinamico in questo momento, non offre soluzioni strutturali al problema. Le vendite di trattori e mezzi agricoli usati sono aumentate nell’ultimo anno, ma ciò non risolve il nodo dell’adeguamento tecnologico. Il rischio è che, in assenza di un deciso cambio di passo, il sistema agricolo italiano si trovi presto con un parco mezzi non più adeguato ad affrontare le sfide del cambiamento climatico, della competitività globale e delle richieste sempre più elevate in termini di sicurezza alimentare.


FederUnacoma continua a giocare un ruolo centrale anche sul fronte dell’internazionalizzazione, sostenendo la presenza delle imprese italiane nelle fiere di settore e promuovendo accordi di cooperazione industriale nei mercati in espansione, soprattutto in Africa e America Latina. La meccanizzazione agricola italiana, grazie alla qualità della progettazione e alla versatilità delle soluzioni offerte, continua a essere molto apprezzata all’estero. Tuttavia, il rallentamento delle esportazioni registrato nel 2024 e confermato nei primi mesi del 2025 impone una riflessione sulla capacità di tenuta in uno scenario geopolitico instabile.

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