Wall Street sotto pressione con Fox e News Corp in calo e Albemarle in forte ribasso
- piscitellidaniel
- 9 set
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Martedì i principali indici di Wall Street hanno chiuso in positivo, dopo i massimi storici toccati nella seduta precedente. Una revisione al ribasso dei dati sull’occupazione ha infatti rafforzato le aspettative di un imminente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve.
Secondo i dati governativi, tra marzo e i dodici mesi precedenti sarebbero stati creati circa 911.000 posti di lavoro in meno rispetto alle stime iniziali, segnalando un rallentamento del mercato del lavoro già prima dell’introduzione delle tariffe commerciali più pesanti volute dal presidente Donald Trump.
Le attese su una riduzione di 25 punti base, già ampiamente scontata, non sono cambiate, mentre la probabilità di un taglio di 50 punti base resta intorno all’8,2%, secondo il FedWatch Tool del CME.
Gli ultimi segnali di debolezza del mercato del lavoro – confermati dai dati sulle buste paga non agricole di luglio e agosto – hanno alimentato ulteriori timori sia tra gli investitori sia all’interno della Fed.
Alle 12:02 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 41,99 punti, ovvero lo 0,09%, a 45.556,94, l' S&P 500 ha perso 2,52 punti, ovvero lo 0,04%, a 6.492,63 e il Nasdaq Composite è sceso di 12,99 punti, ovvero lo 0,06%, a 21.785,71.
Sul fronte geopolitico, l’attacco di Israele contro i leader di Hamas a Doha, in Qatar, ha spinto al rialzo le quotazioni del petrolio, sostenendo il comparto energetico con un guadagno dell’1,1%.
UnitedHealth ha registrato un balzo del 6,7% dopo aver comunicato che le iscrizioni ai suoi piani Medicare premium dovrebbero essere in linea con le previsioni, contribuendo così a sostenere l’indice Dow Jones.
In controtendenza, il Philadelphia Housing Index ha perso il 3,1% interrompendo una serie di quattro sedute positive.
L’attenzione degli investitori si sposta ora ai dati macro: mercoledì verrà diffusa la lettura dell’inflazione alla produzione e giovedì quella sui prezzi al consumo, indicatori chiave per valutare l’impatto delle politiche tariffarie di Trump e l’eventuale necessità di tagli più consistenti dei tassi.
Lunedì i tre principali indici azionari hanno archiviato la seduta in rialzo: il Nasdaq, trainato dal rally di Broadcom, ha toccato un nuovo massimo storico.
Settembre, tradizionalmente un mese sfavorevole per Wall Street – con una perdita media dell’1,5% dal 2000 secondo i dati LSEG – si è aperto con un andamento sorprendentemente positivo.
Tra i titoli più brillanti, Nebius è schizzata del 43,6% dopo aver siglato un accordo da 17,4 miliardi di dollari con Microsoft. Anche il rivale CoreWeave ha guadagnato terreno, salendo del 4,2%.
Le azioni di Classe B di Fox Corp e News Corp hanno ceduto rispettivamente il 6% e il 3,4%, dopo l’annuncio dell’accordo familiare che assegna a Lachlan Murdoch, figlio maggiore di Rupert, il controllo del gruppo mediatico.
Forte calo anche per Albemarle, che ha perso l’11,3%, segnando la peggiore performance dell’S&P 500. Il ribasso è arrivato con l’allentarsi delle preoccupazioni sull’offerta, dopo che il colosso cinese delle batterie CATL ha annunciato la ripresa della produzione in una miniera di litio.
Gli investitori guardano ora ai conti trimestrali di Oracle, attesi dopo la chiusura di Wall Street, per avere ulteriori segnali sulla domanda di soluzioni di intelligenza artificiale nel comparto tecnologico.
Sul fronte degli indici, l’S&P 500 ha registrato 15 nuovi massimi nelle ultime 52 settimane senza alcun nuovo minimo, mentre il Nasdaq Composite ha contato 75 nuovi massimi e 55 nuovi minimi.
Nel complesso, al NYSE i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,78 a 1; sul Nasdaq il rapporto è stato di 1,59 a 1.
Fonte: investing.com




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