Wall Street rimbalza tra dati macro, timori sul debito e attesa per la Fed: Nvidia guida i rialzi, crolla PDD Holdings
- piscitellidaniel
- 27 mag
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Martedì Wall Street ha chiuso in rialzo dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha fatto un passo indietro rispetto alla minaccia di imporre dazi del 50% sull’Unione Europea. Questo dietrofront ha contribuito a stemperare le tensioni commerciali, sostenendo il sentiment degli investitori con la riapertura dei mercati dopo la pausa per il Memorial Day.
Trump, nella giornata di domenica, ha confermato una nuova scadenza al 9 luglio per l’eventuale introduzione dei dazi, con l’obiettivo di favorire nuovi colloqui tra Washington e i 27 Paesi del blocco europeo.
La scorsa settimana, venerdì, aveva invece paventato l’ipotesi di tariffe punitive contro l’UE, annunciando nel contempo l’intenzione di aumentare le imposte sugli iPhone di Apple (NASDAQ: AAPL).
Nel frattempo, i mercati asiatici ed europei hanno registrato performance contrastanti dopo i guadagni di lunedì, mentre gli asset statunitensi hanno mostrato movimenti più significativi con il ritorno degli operatori dopo il lungo weekend.
Alle 11:22 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 507,15 punti, ovvero dell'1,22%, a 42.111,45, l' S&P 500 ha guadagnato 91,87 punti, ovvero dell'1,58%, a 5.894,63, e il Nasdaq Composite ha aggiunto 373,75 punti, ovvero del 2,00%, a 19.110,68.
I titoli a mega capitalizzazione e a forte componente growth hanno chiuso in rialzo, con Nvidia (NASDAQ: NVDA) in evidenza grazie a un balzo del 2,9%, guidando i guadagni del settore. Il gigante dell’intelligenza artificiale è atteso alla prova dei conti trimestrali, che saranno pubblicati mercoledì dopo la chiusura dei mercati.
Tutti e 11 i settori dell’indice S&P 500 hanno archiviato la seduta in territorio positivo, con i maggiori rialzi registrati nei comparti dei beni di consumo discrezionali e della tecnologia.
Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei Treasury statunitensi a lunga scadenza sono diminuiti, con i titoli trentennali in procinto di segnare il calo giornaliero più marcato da metà aprile, seguendo l'impennata dei prezzi dei titoli di Stato giapponesi a lungo termine.
In ambito macroeconomico, mercoledì è in programma la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della Federal Reserve.
Intanto, la fiducia dei consumatori ha mostrato segnali di miglioramento: un indice elaborato dal Conference Board è salito a 98 nel mese di maggio, superando nettamente le attese degli economisti intervistati da Reuters, che prevedevano un valore di 87.
Nel corso della settimana sono previsti numerosi interventi da parte di esponenti della Fed. Martedì, il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, ha dichiarato che i tassi d’interesse dovrebbero restare invariati finché non sarà chiaro l’effetto dei dazi più elevati sull’inflazione.
Nel corso della settimana saranno diffusi anche i dati sulla spesa per consumi personali relativi a maggio, considerata la misura di inflazione preferita dalla Federal Reserve, insieme alla seconda lettura del PIL del primo trimestre.
Venerdì Wall Street ha chiuso con pesanti perdite settimanali, appesantita dai timori legati all’aumento del debito pubblico statunitense e dall’ultimo cambio di rotta del presidente Trump in materia di politica commerciale, che ha scatenato una diffusa ondata di vendite. A contribuire all’incertezza, anche l’approvazione alla Camera del suo ambizioso piano fiscale, destinato a incrementare sensibilmente il debito federale.
Dall’inizio dell’anno, i mercati azionari hanno mostrato una notevole volatilità: ad aprile, l’S&P 500 aveva perso quasi il 19% rispetto ai massimi storici toccati a febbraio. Tuttavia, l’indice si trova ora a circa il 4% dai massimi, grazie all’allentamento delle tensioni commerciali e a dati sull’inflazione più contenuti, che hanno alimentato un clima di maggiore propensione al rischio.
PDD Holdings, la società madre della piattaforma e-commerce Temu, ha ceduto il 15,3% dopo aver riportato un crollo del 47% degli utili nel primo trimestre e risultati inferiori alle attese sul fronte dei ricavi.
Sul mercato azionario, i titoli in rialzo hanno nettamente superato quelli in calo, con un rapporto di 5,38 a 1 alla Borsa di New York e di 2,95 a 1 sul Nasdaq.
L’indice S&P 500 ha registrato 18 nuovi massimi nelle ultime 52 settimane, senza segnare nuovi minimi. Il Nasdaq Composite, invece, ha totalizzato 73 nuovi massimi e 41 nuovi minimi nello stesso periodo.
Fonte: investing.com




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