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Wall Street incerta tra segnali macro contrastanti e nuove valutazioni della Fed


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Giovedì l’indice S&P 500 ha vissuto una seduta altalenante, oscillando tra rialzi e ribassi, mentre l’entusiasmo iniziale per la tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina si è progressivamente smorzato. Tra i titoli più penalizzati spicca UnitedHealth, crollata dopo che un’inchiesta del Wall Street Journal ha rivelato che il Dipartimento di Giustizia avrebbe avviato un’indagine per frode ai danni di Medicare.


Le azioni di UnitedHealth Group (NYSE: UNH) sono scese del 15%, toccando il livello più basso degli ultimi cinque anni. Il tonfo ha coinvolto anche altri titoli del settore assicurativo sanitario, tra cui Humana (NYSE: HUM) e Molina Healthcare (NYSE: MOH).


Secondo il Wall Street Journal, l’indagine in corso da parte delle autorità statunitensi sarebbe di natura penale. Tuttavia, UnitedHealth ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale riguardo a un’indagine federale.


Nel frattempo, Walmart (NYSE: WMT) ha annunciato che sarà costretta ad aumentare i prezzi entro fine mese a causa dell’incremento dei dazi, nonostante le vendite comparabili negli Stati Uniti nel primo trimestre abbiano superato le attese. Il titolo ha perso l’1,1% dopo che l’azienda ha evitato di fornire una previsione degli utili per il secondo trimestre.


Walmart si aggiunge così all’elenco crescente di aziende che hanno rivisto o ritirato le proprie previsioni finanziarie, segno delle crescenti incertezze legate alle tensioni commerciali.


Un segnale positivo è arrivato da Cisco Systems (NASDAQ: CSCO), le cui azioni sono salite del 6,3% dopo l’annuncio di un miglioramento dell’outlook annuale e la nomina di Mark Patterson come nuovo Chief Financial Officer.


Alle 11:28 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 86,57 punti, ovvero dello 0,20%, a 42.136,78, l'S&P 500 ha guadagnato 5,75 punti, ovvero dello 0,10%, a 5.898,33, e il Nasdaq Composite ha perso 48,77 punti, ovvero dello 0,25%, a 19.098,04.


I titoli megacap e growth hanno chiuso in lieve ribasso, recuperando parzialmente dopo le perdite accumulate nel corso della giornata. Amazon.com (NASDAQ: AMZN), tuttavia, ha sottoperformato, chiudendo in calo del 3%.


Il comparto energetico si è mostrato tra i più deboli, penalizzato dal brusco calo dei prezzi del petrolio, scesi di circa il 3%, in seguito alle crescenti aspettative di un possibile accordo sul nucleare tra Stati Uniti e Iran, che potrebbe tradursi in un allentamento delle sanzioni sul settore energetico iraniano.


Nel corso della settimana, i mercati hanno mostrato un andamento volatile: le azioni sono salite lunedì e martedì grazie all’annuncio di una tregua temporanea sui dazi tra Stati Uniti e Cina, che ha riacceso l’ottimismo degli investitori.


Questi rialzi sono stati sufficienti a riportare l’S&P 500 in territorio positivo da inizio anno, anche se l’indice resta ancora distante circa il 4% dai massimi storici.


Sul fronte macroeconomico, i dati pubblicati in precedenza hanno evidenziato un rallentamento della crescita delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti nel mese di aprile. Un altro rapporto ha mostrato una flessione inattesa dei prezzi alla produzione, segnalando un possibile allentamento delle pressioni inflazionistiche.


Il calo dei dati arriva dopo una lettura dei prezzi al consumo risultata relativamente contenuta all’inizio della settimana, alimentando le speculazioni su un possibile rallentamento delle pressioni inflazionistiche.


Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha dichiarato che i responsabili della banca centrale stanno rivalutando alcuni dei principali parametri legati a occupazione e inflazione nell’ambito dell’attuale strategia di politica monetaria.


A Wall Street, sul NYSE i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,36 a 1. Sul Nasdaq, invece, la situazione si è invertita: le azioni in calo hanno superato quelle in crescita con un rapporto di 1,09 a 1.


L’indice S&P 500 ha registrato nove nuovi massimi e cinque nuovi minimi nelle ultime 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha riportato 34 nuovi massimi e 101 nuovi minimi nello stesso periodo.




Fonte: investing.com

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