Wall Street in ripresa: rally dei titoli tech e cripto, occhi puntati sull'inflazione USA
- piscitellidaniel
- 24 mar
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Lunedì l'indice S&P 500 ha raggiunto il livello più alto delle ultime due settimane, addestrato da Nvidia (NASDAQ: NVDA) e Tesla (NASDAQ: TSLA), grazie ai segnali che suggeriscono un possibile ammorbidimento dell'approccio dell'amministrazione Trump sui dazi verso i partner commerciali degli Stati Uniti.
Inizialmente, il presidente Donald Trump aveva annunciato l'intenzione di introdurre dazi reciproci a partire dal 2 aprile. Tuttavia, secondo quanto riferito dai media durante la fine settimana, citando fonti interne all'amministrazione, alcune tariffe mirate a specifici settori potrebbero essere escluse dal provvedimento.
Nonostante ciò, lunedì un funzionario della Casa Bianca ha precisato che la situazione resta incerta e che non sono state ancora prese decisioni definitive.
Nel frattempo, gli investitori si sono riversati sui titoli tecnologici in difficoltà: Nvidia è salita del 3,3%, mentre Advanced Micro Devices (NASDAQ: AMD) ha guadagnato il 6,6%, spingendo l'indice dei semiconduttori PHLX in rialzo del 3,1%.
Tesla ha guadagnato il 10%, rimbalzando dopo il recente crollo e beneficiando dell'ottimismo legato a una possibile riduzione dei dazi doganali statunitensi.
Negli ultimi tempi, i mercati hanno vissuto forti turbolenze, alimentate dai timori di una recessione economica. Questo clima di incertezza è seguito all'annuncio del mese scorso da parte del presidente Trump di nuovi dazi contro alcuni dei principali partner commerciali degli Stati Uniti, tra cui Cina, Messico e Canada.
Dal minimo toccato il 13 marzo, l'S&P 500 ha recuperato circa il 4%, ma rimane in ribasso di oltre il 6% rispetto al massimo storico di chiusura registrata il 19 febbraio.
Nel frattempo, diverse aziende hanno attribuito l'abbassamento delle previsioni per i prossimi trimestri proprio all'instabilità legata ai dazi. Secondo i dati raccolti da LSEG fino a venerdì, gli utili delle società dell'S&P 500 sono attesi in crescita del 10,5% nel 2025, un calo di 3,5 punti percentuali rispetto alle stime di inizio anno.
L'indice S&P 500 è salito dell'1,49% a 5.752,18 punti.
Il Nasdaq ha guadagnato l'1,95% a 18.130,97 punti, mentre il Dow Jones Industrial Average è salito dell'1,12% a 42.454,07 punti.
L'indice Russell 2000, che riflette principalmente l'andamento delle società a piccola capitalizzazione orientata al mercato interno, è salito di oltre il 2%, toccando il massimo delle ultime due settimane. Intanto, il CBOE Volatility Index, noto anche come “indice della paura” di Wall Street, è sceso di 1,3 punti, portandosi ai minimi delle ultime tre settimane.
Secondo un recente sondaggio, l'attività economica negli Stati Uniti è tornata a crescere a marzo. Tuttavia, le preoccupazioni legate all'imposizione di nuove tariffe sulle tariffe e ai consistenti tagli alla spesa pubblica continuano a pesare sul sentiment degli investitori. L'attenzione ora è rivolta ai dati macroeconomici in uscita questa settimana, in particolare all'indice dei prezzi PCE, l'indicatore d'inflazione preferito dalla Federal Reserve, atteso per venerdì.
Dun & Bradstreet (NYSE: DNB_old) ha guadagnato quasi il 3% dopo l'annuncio dell'acquisizione da parte del fondo di private equity Clearlake Capital in un'operazione da 7,7 miliardi di dollari.
Al contrario, Lockheed Martin (NYSE: LMT) ha perso l'1,5% dopo che BofA Global Research ha rivisto il rating del titolo da "buy" a "neutral".
Le azioni legate al mondo cripto hanno registrato un forte rialzo, spinte da un aumento del 3,5% del prezzo del Bitcoin. MicroStrategy è avanzata dell'8,5%, mentre Coinbase (NASDAQ: COIN) ha guadagnato il 6%.
All'interno dell'S&P 500, i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 6,2 a 1.
L'indice ha segnato 4 nuovi massimi e nessun nuovo minimo, mentre il Nasdaq ha registrato 41 nuovi massimi contro 76 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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