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Wall Street in rialzo tra tecnologia e utili solidi, ma pesano tensioni geopolitiche e caro petrolio


I principali indici di Wall Street hanno chiuso in rialzo mercoledì, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di prolungare il cessate il fuoco con l’Iran. Resta però in dubbio se Teheran e Israele, alleato di Washington, rispetteranno effettivamente la tregua.


Trump ha spiegato che l’estensione, senza una scadenza definita, è avvenuta su richiesta dei mediatori pakistani. Nel frattempo, il blocco navale statunitense nei porti iraniani è rimasto attivo e l’Iran ha fermato due imbarcazioni nello Stretto di Hormuz.


La riapertura di questa rotta strategica, da cui transita circa il 20% del petrolio globale, continua a rappresentare un’incognita per i mercati ed è stata uno dei nodi centrali nei negoziati.


Nonostante il quadro incerto, il tono positivo degli investitori suggerisce una forte propensione ad aggrapparsi alle notizie favorevoli e la convinzione che il conflitto possa essere risolto diplomaticamente piuttosto che militarmente. Rimangono tuttavia i timori di un aumento dell’inflazione, con il prezzo del petrolio che si mantiene vicino ai 100 dollari al barile.


Alle 11:25 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 381,18 punti, pari allo 0,78%, a quota 49.530,56, l' S&P 500 ha guadagnato 61,56 punti, pari allo 0,87%, a 7.125,15 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 313,74 punti, pari all'1,29%, a 24.573,70.


I titoli tecnologici hanno messo a segno un progresso dell’1,6%, trainando l’andamento dell’indice S&P 500. In positivo anche il comparto energetico, che ha registrato un incremento dello 0,8%.


L’indice Philadelphia Semiconductor ha toccato un nuovo massimo storico, avviandosi verso il sedicesimo giorno consecutivo di rialzi, una serie senza precedenti.


Tra i singoli titoli, Micron Technology è salita del 5,6%, mentre Seagate ha guadagnato il 2,5%, dopo che Barclays ha migliorato il giudizio sulla società di archiviazione dati portandolo a “overweight”.


Migliora il sentiment sugli utili


La robusta stagione delle trimestrali ha contribuito a rafforzare la fiducia di Wall Street nella solidità dei consumatori statunitensi, considerati il principale motore dell’economia.


Secondo Goldman Sachs, le stime sugli utili per azione (EPS) delle società dello S&P 500 per il 2026 e il 2027 sono cresciute del 4% dalla fine di gennaio.


GE Vernova ha registrato un balzo del 12,5% dopo aver rivisto al rialzo le previsioni di fatturato annuale. In forte rialzo anche Boston Scientific, con un progresso dell’8,3% in seguito alla pubblicazione dei risultati del primo trimestre.


Le azioni del costruttore aeronautico Boeing hanno guadagnato il 3,1%, sostenute da una perdita trimestrale inferiore alle aspettative, risultando tra i principali contributori al rialzo del Dow Jones.


In controtendenza United Airlines, che ha ceduto il 6,4% dopo aver fornito previsioni sugli utili del secondo trimestre e dell’intero anno al di sotto delle stime di Wall Street. A pesare sono soprattutto i rincari del carburante, che comprimono i margini e offuscano le prospettive di breve periodo.


Dopo la chiusura dei mercati sono attesi i conti di Tesla, Texas Instruments e Southwest Airlines.


Robinhood ha messo a segno un rialzo del 2,3%, in seguito alla notizia che il fondo della piattaforma di trading retail ha investito 75 milioni di dollari in OpenAI, la società sviluppatrice di ChatGPT.


Le azioni di Spirit Airlines, negoziate sul mercato over-the-counter, sono più che triplicate fino a 1,85 dollari, spinte da indiscrezioni del Wall Street Journal su un possibile accordo dell’amministrazione Trump per sostenere la compagnia low-cost in difficoltà.


Sul NYSE i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,82 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 2,11 a 1.


L’indice S&P 500 ha segnato 29 nuovi massimi nelle ultime 52 settimane e un nuovo minimo, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 97 nuovi massimi e 40 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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