Wall Street in calo tra tensioni con l’Iran e attesa per le trimestrali, vola il petrolio e pesa il tech
- piscitellidaniel
- 2 ore fa
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I principali indici di Wall Street hanno chiuso in calo lunedì, interrompendo il forte rally della settimana precedente. A pesare sui mercati sono state le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran, che hanno messo a rischio la tenuta del cessate il fuoco di due settimane e indebolito la fiducia degli investitori.
Secondo quanto riferito da Reuters, l’Iran starebbe valutando la partecipazione a colloqui di pace con gli Stati Uniti in Pakistan, dopo gli sforzi di Islamabad per allentare il blocco statunitense sui porti iraniani. Tuttavia, una fonte ha smentito le voci su una possibile presenza del vicepresidente JD Vance, affermando che si trovava ancora negli Stati Uniti.
Venerdì, la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran aveva sostenuto i mercati, spingendo S&P 500 e Nasdaq a segnare nuovi massimi storici per la terza seduta consecutiva e a registrare i migliori guadagni settimanali da maggio. Nel fine settimana, però, il passaggio è stato nuovamente chiuso.
Lunedì, i prezzi del petrolio sono saliti del 5%, contribuendo a un rialzo dello 0,9% del comparto energetico dell’S&P 500.
Alle 11:41 ET, il Dow Jones Industrial Average ha perso 58,18 punti, pari allo 0,12%, attestandosi a 49.389,25, l'S&P 500 ha ceduto 23,56 punti, pari allo 0,33%, chiudendo a 7.102,50 e il Nasdaq Composite ha perso 134,89 punti, pari allo 0,55%, chiudendo a 24.333,59.
Al contrario, il settore tecnologico ha esercitato la maggiore pressione negativa sull’indice, con i produttori di semiconduttori in testa ai ribassi. L’indice Philadelphia Semiconductor ha ceduto lo 0,2%.
A contenere parzialmente le perdite è stato il titolo Marvell Technology, salito del 4% dopo indiscrezioni su trattative con Google, controllata di Alphabet, per lo sviluppo di due nuovi chip capaci di gestire modelli di intelligenza artificiale in modo più efficiente.
Tra i settori più deboli dell’S&P 500 si sono distinti i beni di consumo discrezionali e i servizi di comunicazione, che hanno registrato i cali percentuali più marcati. A pesare sono stati in particolare i ribassi di circa l’1,6% per Amazon e del 2% per Meta Platforms.
Meta si avvia così a interrompere una striscia positiva di nove sedute consecutive, la più lunga da ottobre, mentre Amazon è risultata tra i titoli con il maggiore impatto negativo sul Dow Jones.
Nel frattempo, l’indice di volatilità CBOE (VIX), considerato il “termometro della paura” di Wall Street, è tornato a salire dopo otto sessioni consecutive di ribassi, raggiungendo quota 19,42, in aumento di 1,93 punti e sui livelli più alti dell’ultima settimana.
Gli investitori restano in attesa di valutare le possibili ripercussioni del conflitto con l’Iran sui risultati societari e sull’andamento dell’economia, mentre prende il via una settimana intensa sul fronte delle trimestrali, con gruppi come Lockheed Martin e IBM pronti a pubblicare i conti.
Mercoledì sarà invece il turno di Tesla, che inaugurerà la stagione dei risultati per il cosiddetto gruppo dei “Magnifici Sette”.
Tra gli altri movimenti di rilievo, il titolo QXO ha ceduto il 7,3% dopo l’annuncio di un accordo da 17 miliardi di dollari per l’acquisizione di TopBuild, società attiva nella distribuzione e installazione di materiali per l’edilizia, le cui azioni sono invece balzate del 16,5%.
Sul NYSE, i titoli in rialzo hanno leggermente superato quelli in calo, con un rapporto di 1,05 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto si è attestato a 1,02 a 1.
Per quanto riguarda i massimi e minimi annuali, l’S&P 500 ha registrato 39 nuovi massimi a 52 settimane senza segnare nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha totalizzato 143 nuovi massimi e 29 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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