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Wall Street in rialzo tra ottimismo geopolitico e attese sui tassi, ma pesano i conti di Alcoa e Netflix


L’indice di riferimento S&P 500 e il Nasdaq hanno raggiunto nuovi massimi storici venerdì, mentre il Dow Jones ha toccato il livello più alto degli ultimi due mesi, sostenuto dall’ottimismo degli investitori dopo la decisione dell’Iran di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz.


Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha scritto su X che il transito delle navi commerciali nello Stretto di Hormuz resterà “pienamente garantito” per tutta la durata della tregua di 10 giorni tra Israele e Hezbollah, gruppo sostenuto da Teheran, concordata in Libano.


La dichiarazione arriva dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ipotizzato la possibilità di un accordo imminente per porre fine al conflitto con l’Iran.


Con i mercati sempre più convinti di una rapida conclusione delle ostilità, i prezzi del petrolio sono scesi di oltre l’11%, contribuendo a ridurre le pressioni inflazionistiche. Lo Stretto di Hormuz resta infatti un passaggio cruciale per il commercio globale di greggio.


Il comparto energetico dello S&P 500 ha registrato un calo del 4,8%, con Exxon Mobil e Chevron in flessione rispettivamente del 5,7% e del 4,5%.


In controtendenza, i titoli delle compagnie aeree hanno guadagnato terreno: American Airlines e United Airlines sono salite di oltre il 7%.


Anche il settore crocieristico ha beneficiato del clima positivo, con Carnival e Norwegian Cruise Line in crescita rispettivamente dell’8,7% e del 7,5%.


L’indice di volatilità CBOE Volatility Index ha toccato i livelli più bassi degli ultimi due mesi, attestandosi a 16,97 punti, in calo di 0,97.


Alle 11:31 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 958,20 punti, pari all'1,97%, a quota 49.537,12, l'S&P 500 ha guadagnato 90,30 punti, pari all'1,28%, a 7.131,58 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 391,43 punti, pari all'1,62%, a 24.494,14.


Tutti e tre i principali indici si avviavano verso la terza settimana consecutiva di rialzi. Il Nasdaq Composite era inoltre sulla buona strada per allungare la sua striscia positiva a 13 sedute, la più lunga da gennaio 1992.


L’indice Russell 2000, che rappresenta le società a piccola capitalizzazione, ha raggiunto il suo primo massimo storico intraday dall’inizio delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.


Nonostante il miglioramento del sentiment, alcuni analisti segnalano che persistono criticità operative per le navi in transito nello Stretto di Hormuz.


Tra i singoli titoli, Netflix ha perso il 9,6% dopo aver fornito previsioni sugli utili trimestrali inferiori alle attese. Il calo è avvenuto contestualmente all’uscita del cofondatore e storico presidente Reed Hastings, che lascia l’azienda dopo 29 anni.


Le azioni di Alcoa sono scese del 7,9% dopo che il gruppo ha riportato risultati del primo trimestre inferiori alle attese degli analisti, penalizzati dall’aumento dei costi e da una domanda più debole.


In controtendenza, Fifth Third Bancorp ha guadagnato l’1,2% in seguito alla diffusione dei conti trimestrali.


Attualmente, i mercati stimano una probabilità del 50% di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve entro dicembre, sulla base dei future sui Fed Funds. Si tratta di un netto cambiamento rispetto al 20% registrato a inizio seduta, secondo i dati di LSEG.


Sul New York Stock Exchange, i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 4,38 a 1, mentre sul Nasdaq Composite il rapporto è stato di 3,62 a 1.


Lo S&P 500 ha registrato 38 nuovi massimi a 52 settimane e nessun minimo, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 188 nuovi massimi e 22 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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