Wall Street in rialzo tra segnali accomodanti della Fed, balzo di Tesla e dati contrastanti sull’economia USA
- piscitellidaniel
- 23 giu
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Lunedì, i principali indici di Wall Street hanno chiuso in rialzo, sostenuti dai toni accomodanti di Michelle Bowman della Federal Reserve e dai solidi risultati di Tesla (NASDAQ: TSLA), che hanno compensato le preoccupazioni legate a possibili interruzioni nell’approvvigionamento di petrolio in seguito agli attacchi aerei degli Stati Uniti contro impianti nucleari in Iran.
Michelle Bowman, vicepresidente della Fed per la supervisione e recentemente nominata da Trump a capo del controllo bancario dell’istituto centrale, ha dichiarato che il momento per un taglio dei tassi d’interesse potrebbe arrivare prima del previsto. Ha inoltre espresso crescenti preoccupazioni per il mercato del lavoro, minimizzando al contempo i rischi inflazionistici legati ai dazi.
Tesla ha guadagnato il 9,7% in Borsa dopo aver lanciato ad Austin, in Texas, una flotta sperimentale di robotaxi che hanno iniziato a trasportare passeggeri paganti.
Nel frattempo, i prezzi del greggio sono scesi di oltre l’1%, attestandosi a 76,2 dollari al barile. Il calo è avvenuto nonostante i recenti picchi, ai massimi degli ultimi cinque mesi, poiché il flusso di petrolio e gas su petroliere provenienti dal Medio Oriente è proseguito regolarmente dopo gli attacchi americani del fine settimana.
Teheran ha più volte minacciato ritorsioni contro gli attacchi statunitensi, ma finora non ha intrapreso azioni di rilievo.
Negli ultimi giorni, i mercati azionari hanno subito pressioni a causa delle crescenti tensioni tra Israele e Iran, che hanno alimentato il timore di un conflitto regionale più ampio in Medio Oriente. Questo clima di incertezza ha provocato volatilità nei prezzi del petrolio e rinnovato le preoccupazioni per un possibile ritorno delle spinte inflazionistiche.
L’indice S&P 500 si trova attualmente circa il 2,7% al di sotto del suo massimo storico.
Alle 11:56 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 30,71 punti, ovvero dello 0,09%, a 42.243,19, l'S&P 500 ha guadagnato 16,72 punti, ovvero dello 0,28%, a 5.984,56, e il Nasdaq Composite ha guadagnato 77,57 punti, ovvero dello 0,40%, a 19.524,98.
Nove degli undici principali settori dell’S&P 500 hanno registrato rialzi. Il comparto energetico ha perso lo 0,4%, mentre i titoli legati ai beni di consumo discrezionali hanno guidato i guadagni con un aumento vicino al 2%.
Nel corso della settimana, l’attenzione degli investitori sarà rivolta ai dati core PCE degli Stati Uniti, alla lettura finale del PIL e alla testimonianza semestrale del presidente della Fed, Jerome Powell, davanti al Congresso, prevista su due giorni.
La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi d’interesse nella riunione di giugno, pur avvertendo dei potenziali rischi inflazionistici legati all’aumento dei dazi commerciali.
I dati pubblicati lunedì indicano che l’attività economica negli Stati Uniti ha rallentato leggermente a giugno, mentre i prezzi hanno continuato a salire, spinti dai dazi introdotti dal presidente Donald Trump. Questo trend suggerisce una possibile accelerazione dell’inflazione nella seconda metà del 2025.
Tra i titoli in evidenza, Eli Lilly (NYSE: LLY) ha registrato un modesto incremento dello 0,7%. Al contrario, Novo Nordisk (NYSE: NVO) ha perso il 5,3% dopo che i dati dettagliati sui test del suo farmaco sperimentale contro l’obesità, CagriSema, non hanno convinto il mercato.
Northern Trust (NASDAQ: NTRS) è salita del 6,9% in seguito a un articolo del Wall Street Journal secondo cui Bank of New York Mellon (NYSE: BK) avrebbe avviato contatti per una possibile fusione con la società di gestione patrimoniale.
Super Micro Computer (NASDAQ: SMCI), produttore di server per intelligenza artificiale, ha invece perso il 6% dopo aver annunciato un’emissione privata di obbligazioni convertibili quinquennali per un valore complessivo di 2 miliardi di dollari.
Sul mercato, i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,51 a 1 sul New York Stock Exchange e di 1,05 a 1 sul Nasdaq.
L’indice S&P 500 ha segnato sette nuovi massimi e quattro nuovi minimi nelle ultime 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 60 nuovi massimi e 77 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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