Wall Street in rialzo, petrolio in calo: focus su Fed e tensioni geopolitiche
- piscitellidaniel
- 16 giu
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Lunedì i principali indici azionari statunitensi hanno chiuso in rialzo, mentre i prezzi del petrolio sono scesi, grazie al fatto che gli scontri tra Israele e Iran non hanno avuto impatti sulla produzione e sulle esportazioni di greggio. Questo ha contribuito ad allentare le tensioni tra gli investitori, in attesa della prossima riunione di politica monetaria della Federal Reserve.
Il prezzo del greggio è calato di oltre il 3% dopo le notizie secondo cui l’Iran starebbe cercando di porre fine alle ostilità con Israele, facendo sperare in una possibile tregua e riducendo i timori di interruzioni nelle forniture dalla regione. Venerdì, invece, il petrolio era salito di oltre il 7% in seguito ai bombardamenti israeliani sul territorio iraniano.
Fonti riportate da Reuters hanno riferito che Teheran avrebbe chiesto a Qatar, Arabia Saudita e Oman di fare pressione sull’allora presidente USA, Donald Trump, affinché usi la sua influenza per spingere Israele ad accettare un cessate il fuoco immediato. In cambio, l’Iran offrirebbe maggiore disponibilità nei negoziati sul nucleare.
Questa richiesta segue un rapporto del Wall Street Journal secondo cui Teheran avrebbe manifestato con urgenza la propria volontà di porre fine al conflitto.
Ora l’attenzione si concentra sulla decisione della Federal Reserve attesa per mercoledì, quando si prevede che i tassi d’interesse resteranno invariati.
Secondo lo strumento FedWatch del CME Group (NASDAQ: CME), i mercati monetari stanno già prezzando circa 48 punti base di tagli entro la fine del 2025, con una probabilità del 56% di una riduzione di 25 punti base già a settembre.
Tra i dati macroeconomici più attesi di questa settimana figurano le vendite al dettaglio mensili, i prezzi all’importazione e le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione.
Alle 11:46 ET il Dow Jones Industrial Average è salito di 409,76 punti, ovvero dello 0,97%, a 42.607,55, l' S&P 500 ha guadagnato 66,23 punti, ovvero dell'1,11%, a 6.043,19, e il Nasdaq Composite ha guadagnato 300,92 punti, ovvero dell'1,55%, a 19.707,75.
Nove degli undici principali settori dell’S&P 500 hanno chiuso in rialzo, trainati in particolare dall’informatica e dalla finanza, entrambi in crescita dell’1,7%. In controtendenza il comparto energetico, in calo dello 0,7%.
Il Philadelphia Semiconductor Index ha guadagnato il 3,1%.
Tra i titoli più brillanti, Advanced Micro Devices (NASDAQ: AMD) ha registrato un balzo del 9,5%, Super Micro Computer (NASDAQ: SMCI) è salita del 5,8% e Palantir Technologies (NASDAQ: PLTR) ha chiuso in rialzo del 3,8%.
Anche i titoli megacap e growth hanno mostrato un buon andamento. Meta Platforms (NASDAQ: META) è avanzata del 2,9% dopo l’annuncio di nuovi aggiornamenti in arrivo per WhatsApp, mentre Nvidia (NASDAQ: NVDA) è cresciuta del 2,7%.
UPS e FedEx (NYSE: FDX) hanno guadagnato circa l’1% ciascuna, in seguito al lancio da parte della Trump Organization di una nuova rete di telefonia mobile a marchio Trump Mobile, che le ha nominate partner ufficiali per la logistica delle spedizioni.
Le azioni di Sarepta Therapeutics (NASDAQ: SRPT) hanno subito un crollo del 45% dopo che la società ha comunicato un secondo caso di decesso per insufficienza epatica acuta legato alla sua terapia genica, sviluppata per trattare una rara forma di distrofia muscolare.
US Steel ha guadagnato il 5,1% in seguito al via libera dell’ex presidente Donald Trump all’acquisizione da 14,9 miliardi di dollari proposta da Nippon Steel.
Cisco Systems (NASDAQ: CSCO) è salita del 2,3% dopo che Deutsche Bank ha rivisto al rialzo il giudizio sul titolo, passando da “hold” ad “acquista”, grazie a una valutazione più ottimistica sul potenziale dell’azienda nel settore delle comunicazioni.
Alla Borsa di New York, i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 3,24 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 2,53 a 1.
L’S&P 500 ha registrato 16 nuovi massimi e 5 nuovi minimi su base annua, mentre il Nasdaq Composite ha riportato 66 nuovi massimi e 86 nuovi minimi nelle ultime 52 settimane.
Fonte: investing.com




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