Wall Street in calo tra tensioni geopolitiche e incertezza sui tassi Fed
- piscitellidaniel
- 17 giu
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Martedì gli indici di Wall Street hanno chiuso in lieve ribasso, mentre il conflitto tra Israele e Iran è entrato nel quinto giorno, influenzando il sentiment degli investitori in vista della prossima decisione di politica monetaria da parte della Federal Reserve.
Lo scontro, iniziato venerdì con un attacco israeliano agli impianti nucleari iraniani, ha alimentato timori su possibili interruzioni nelle esportazioni di petrolio dal Medio Oriente, una regione strategicamente cruciale per l’energia globale.
I titoli del settore energetico statunitense hanno registrato guadagni, sostenuti dal rialzo dei prezzi del petrolio in un contesto di forte incertezza. Chevron (NYSE: CVX) è salita del 2,1%, mentre ExxonMobil (NYSE: XOM) ha guadagnato l’1,5%.
L’aumento del prezzo del greggio anticipa la riunione di mercoledì della Fed, in cui si prevede che i tassi d’interesse resteranno invariati.
Secondo lo strumento FedWatch del CME Group (NASDAQ: CME), i mercati monetari prezzano attualmente circa 46 punti base di tagli ai tassi entro la fine del 2025, con una probabilità del 55% di una riduzione di 25 punti base già a settembre.
Alle 11:26 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 71,08 punti, ovvero dello 0,17%, a 42.444,01, l' S&P 500 ha perso 19,72 punti, ovvero dello 0,33%, a 6.013,39 e il Nasdaq Composite ha perso 70,66 punti, ovvero dello 0,36%, a 19.630,55.
Martedì dieci degli undici principali sottosettori dell’S&P 500 hanno chiuso in calo. Il settore sanitario ha registrato la flessione più marcata, con una perdita di quasi l’1%, mentre i titoli energetici si sono mossi in controtendenza, salendo dell’1,2%.
Sul fronte macroeconomico, i dati diffusi nella giornata hanno mostrato che a maggio le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono scese oltre le attese, mentre la produzione industriale ha segnato solo un lieve aumento.
Intanto, lunedì sera, alcuni senatori repubblicani hanno presentato le modifiche al maxi piano di riduzione fiscale promosso dall’ex presidente Donald Trump, già approvato dalla Camera a maggio.
Le azioni del comparto solare hanno subito un duro colpo dopo che è emerso che il nuovo testo del disegno di legge prevede una graduale eliminazione, entro il 2028, dei crediti d’imposta destinati a solare, eolico ed energia rinnovabile.
Enphase Energy (NASDAQ: ENPH) ha perso il 23,7%, mentre Sunrun (NASDAQ: RUN) è crollata del 41%. L’Invesco Solar ETF ha chiuso in calo dell’8,9%.
In un clima di crescente incertezza geopolitica, gli investitori si sono orientati verso asset considerati sicuri, spingendo al rialzo i titoli del Tesoro USA e facendo scendere i rendimenti lungo l'intera curva. Il rendimento dei Treasury decennali è calato di circa 3 punti base, attestandosi al 4,42%.
Tra le big cap, Tesla (NASDAQ: TSLA) ha perso il 2,8%.
Eli Lilly (NYSE: LLY) ha ceduto l’1,5% dopo aver annunciato l’acquisizione di Verve Therapeutics per un massimo di 1,3 miliardi di dollari. In controtendenza, le azioni di Verve sono balzate del 76,5%.
T-Mobile ha lasciato sul terreno il 3,9%, dopo che SoftBank (TYO: 9984) ha raccolto 4,8 miliardi di dollari vendendo 21,5 milioni di azioni del gruppo a 224 dollari l’una, secondo quanto riportato in un term sheet visionato da Reuters.
Sul mercato azionario, i titoli in ribasso hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,43 a 1 al NYSE e di 1,5 a 1 al Nasdaq.
L’indice S&P 500 ha registrato otto nuovi massimi e minimi nelle ultime 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 43 nuovi massimi e 65 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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