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Wall Street in calo: pesano Micron, Oracle e il crollo di Freeport-McMoRan

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Mercoledì i principali indici azionari statunitensi hanno chiuso in calo, interrompendo la serie di tre sedute record registrata fino a martedì. Gli operatori hanno reagito con cautela ai toni prudenti del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, in attesa di dati macroeconomici cruciali attesi entro la settimana.


Gli investitori restano guardinghi: la banca centrale deve bilanciare la lotta all’inflazione con i segnali di rallentamento del mercato del lavoro. Powell ha avvertito che le valutazioni degli asset appaiono elevate e ha ribadito la difficoltà di mantenere un equilibrio nelle prossime decisioni di politica monetaria.


Il recente taglio dei tassi deciso dalla Fed ha sostenuto i listini in settembre, mese tradizionalmente debole per le azioni, alimentando le speranze di un nuovo allentamento monetario. Tuttavia, la possibilità di ulteriori riduzioni dipenderà soprattutto dall’andamento dei dati economici, ha ricordato Kandhari.


Alle 12:00 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 155,77 punti, ovvero dello 0,34%, a 46.137,30, l' S&P 500 ha perso 28,83 punti, ovvero dello 0,43%, a 6.628,09, e il Nasdaq Composite ha perso 127,36 punti, ovvero dello 0,56%, a 22.446,11.


L’indice energetico dello S&P 500 è salito del 2%, sostenuto dal rialzo dei prezzi del greggio, mentre i titoli dei beni di consumo discrezionali hanno registrato un incremento più contenuto, pari allo 0,5%.


In controtendenza il comparto tecnologico, sceso dello 0,7%, con Apple e Nvidia in calo di oltre l’1% ciascuna.


Sul fronte macroeconomico, i dati diffusi mercoledì hanno mostrato un inatteso balzo del 20,5% nelle vendite di nuove case unifamiliari negli Stati Uniti ad agosto.


Tra le singole società, i titoli cinesi quotati a Wall Street hanno beneficiato dell’8,9% di rialzo di Alibaba, che ha annunciato una partnership con Nvidia.


Le azioni di Lithium Americas hanno quasi raddoppiato il proprio valore dopo che Reuters ha riportato trattative con l’amministrazione del presidente Donald Trump per una possibile acquisizione fino al 10% della società. Parallelamente, sono in corso negoziati per un prestito governativo superiore a 2,26 miliardi di dollari destinato al progetto Thacker Pass, in collaborazione con General Motors, che ha guadagnato l’1,4%. A rafforzare il titolo ha contribuito anche la decisione di UBS di alzare la raccomandazione su GM da “neutrale” ad “acquistare”.


Micron Technology ha ceduto il 4% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, mentre Oracle ha perso il 3,5% a seguito di indiscrezioni su un piano per raccogliere 15 miliardi di dollari tramite l’emissione di obbligazioni societarie.


Pesante flessione per Freeport-McMoRan, scesa dell’11,7% e ultima tra i componenti dell’indice di riferimento, dopo aver previsto un calo delle vendite consolidate di rame e oro nel terzo trimestre.


L’attenzione degli investitori si sposta ora sui dati sulle spese per consumi personali, l’indicatore di inflazione privilegiato dalla Federal Reserve, attesi entro la settimana.


Sul fronte degli scambi, i titoli in ribasso hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,58 a 1 al NYSE e di 1,29 a 1 al Nasdaq. L’S&P 500 ha registrato 20 nuovi massimi e sei nuovi minimi nelle ultime 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha contato 73 nuovi massimi e 39 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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