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Wall Street divisa: Tesla vola, Lululemon crolla ai minimi da cinque anni

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I principali indici azionari statunitensi hanno chiuso in calo rispetto ai massimi record toccati venerdì mattina. A pesare sono stati i dati sull’occupazione di agosto, risultati ben al di sotto delle attese e tali da rafforzare i timori di un rallentamento dell’economia, ridimensionando al contempo l’ottimismo sui possibili tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.


Il rapporto sul lavoro ha mostrato la creazione di soli 22.000 nuovi posti, contro i 75.000 previsti, evidenziando l’indebolimento del mercato occupazionale. Di conseguenza, gli operatori di futures legati al tasso della Fed hanno aumentato le scommesse su tagli aggressivi dei tassi già a partire da settembre, con un’ipotesi di riduzione da 50 punti base ora concretamente sul tavolo.


Secondo il FedWatch Tool del CME, la probabilità di un taglio di mezzo punto questo mese è salita all’11,6%, in netto aumento rispetto alle aspettative di un mese fa.


I settori più ciclici hanno accusato i cali maggiori: banche (-2,3%), energia (-2%) e industria (-1,1%). Anche BofA Global Research ha rivisto le proprie previsioni, ipotizzando due tagli da 25 punti base, a settembre e a dicembre.


Dopo aver toccato nuovi massimi all’inizio della sessione, i tre principali indici hanno quindi invertito la rotta, appesantiti dalle crescenti preoccupazioni economiche.


Alle 11:51 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 267,03 punti, ovvero dello 0,59%, a 45.354,26, l' S&P 500 ha perso 31,98 punti, ovvero dello 0,49%, a 6.470,21, e il Nasdaq Composite ha perso 50,90 punti, ovvero dello 0,23%, a 21.656,79.


Broadcom ha guadagnato il 9% toccando un nuovo massimo storico e spingendo l’indice Philadelphia SE Semiconductor in rialzo dell’1,1%. Il balzo è arrivato dopo che la società ha fornito previsioni sui ricavi del quarto trimestre superiori alle attese e indicato che la crescita legata all’intelligenza artificiale dovrebbe accelerare in modo significativo nell’anno fiscale 2026.


Negli ultimi mesi gli investitori hanno mostrato cautela di fronte alle valutazioni elevate dei titoli legati all’AI, un fattore che ad agosto aveva temporaneamente frenato il rally di Wall Street.


Le attese di un imminente taglio dei tassi hanno sostenuto il comparto immobiliare, salito dello 0,7%, con il Philadelphia Housing Index in progresso del 2% ai massimi da otto mesi.


Nel complesso, S&P 500 e Nasdaq si avviavano a chiudere la settimana in territorio positivo, nonostante settembre sia storicamente sfavorevole per le azioni statunitensi, mentre il Dow Jones sembrava destinato a segnare perdite.


L’attenzione degli operatori è ora rivolta ai dati sull’inflazione al consumo, in calendario la prossima settimana.


Gordon ha sottolineato che un taglio dei tassi di 50 punti base “non è scontato” finché non emergeranno indicazioni più chiare sull’andamento dell’inflazione.


Tesla ha guadagnato il 2,8% dopo aver presentato un pacchetto di compensi da circa 1.000 miliardi di dollari per l’amministratore delegato Elon Musk, legato al raggiungimento di ambiziosi obiettivi di performance.


Pesante, invece, Lululemon Athletica: il titolo è precipitato del 18,3% ai minimi da cinque anni dopo il secondo taglio consecutivo alle stime di utile annuo, penalizzando anche Nike, scesa dell’1,6%.


Sul mercato, i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,48 a 1 sul NYSE e di 1,12 a 1 sul Nasdaq.


Nelle ultime 52 settimane l’S&P 500 ha registrato 28 nuovi massimi e 3 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 114 nuovi massimi e 77 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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