Wall Street crolla: Nasdaq registra il peggior trimestre in due anni, cresce l’incertezza sui tassi
- piscitellidaniel
- 28 mar
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Venerdì, Wall Street ha subito un netto crollo degli indici primari, in seguito a dati che hanno evidenziato pressioni sui prezzi di fondo, alimentando i timori che le politiche tariffarie dell'amministrazione Trump possano intensificare le tendenze inflazionistiche.
Un rapporto del Dipartimento del Commercio ha rivelato che l'indice dei prezzi per consumi personali è aumentato in linea con le previsioni.
Tuttavia, escludendo le componenti più volatili come cibo ed energia, l'indice ha registrato un incremento annuo superiore alle attese nel mese precedente, mentre la spesa dei consumatori è rimbalzata dopo la contrazione di gennaio.
A peggiorare il quadro, i dati finali dell’Università del Michigan hanno evidenziato un ulteriore calo della fiducia dei consumatori a marzo.
Le azioni hanno subito forti perdite nell'ultimo mese, tra i timori che le incertezze delle politiche di Donald Trump possano spingere l'economia verso un mix di inflazione elevata e crescita fiacca, rendendo più complesso il percorso della Federal Reserve in materia di politica monetaria.
Un indice che traccia le banche sensibili ai tassi d'interesse ha registrato un calo superiore al 2%.
Gli operatori di mercato continuano a prevedere che la Federal Reserve effettuerà il primo taglio dei tassi dell'anno a luglio, riducendo il costo del denaro di 25 punti base, secondo i dati raccolti da LSEG.
Un rapporto ha evidenziato che Mary Daly considera ancora plausibile l'ipotesi di due tagli ai tassi nel corso dell'anno, definendola un’aspettativa "ragionevole".
L'impegno di Trump a introdurre, a partire dalla prossima settimana, una tariffa del 25% sulle importazioni di automobili ha continuato a pesare sul settore per il secondo giorno consecutivo, con General Motors (NYSE: GM) e Ford entrambe in calo di oltre il 2%.
Ora l’attenzione si sposta su un nuovo pacchetto di dazi che gli Stati Uniti dovrebbero annunciare il 2 aprile, con Trump che ha lasciato intendere che le nuove misure potrebbero differire dai precedenti dazi "di ritorsione".
Nel frattempo, un rapporto suggerisce che l'Unione Europea sta valutando possibili concessioni a Trump in risposta all'introduzione di tariffe reciproche.
Alle 11:32 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 503,90 punti, ovvero l'1,19%, a 41.795,80, l' S&P 500 ha perso 79,13 punti, ovvero l'1,39%, a 5.614,18 e il Nasdaq Composite ha perso 349,44 punti, ovvero l'1,96%, a 17.454,59.
L'indice di volatilità CBOE è salito di 1,63 punti, raggiungendo il massimo della settimana.
Lululemon Athletica (NASDAQ: LULU) è l'ultima azienda ad aver rivisto al ribasso le proprie previsioni annuali, citando l'incertezza legata alle tariffe. Il titolo del produttore di abbigliamento sportivo è crollato del 14,9%, trascinando con sé il settore dei beni di consumo discrezionali, in calo di oltre il 2,5%.
Al contrario, le società minerarie di lingotti Harmony Gold (JO: HARJ) e Gold Fields (NYSE: GFI) hanno registrato rispettivamente un balzo del 9% e del 6,3%, spinte dal rialzo dei prezzi dell'oro, mentre gli investitori si sono orientati verso asset più sicuri.
L'S&P 500 sta affrontando il suo primo calo trimestrale dopo sei trimestri consecutivi di crescita, mentre il Nasdaq, trainato dai titoli tecnologici, si avvia a registrare la sua peggiore performance trimestrale degli ultimi due anni.
UBS Global Wealth Management è stata l'ultima società di intermediazione a rivedere al ribasso il proprio target di fine anno per l'indice di riferimento, riducendolo da 6600 a 6400.
Nel corso della giornata, gli investitori seguiranno con attenzione gli interventi dei funzionari della Federal Reserve, Michael Barr e Raphael Bostic.
Infine, le azioni di Wolfspeed (NYSE: WOLF) sono crollate di circa il 48%, toccando il livello più basso dal 1998, un giorno dopo la nomina di un nuovo CEO, segnale che il mercato resta scettico sulla capacità dell'azienda di migliorare la propria situazione finanziaria.
Sul NYSE, i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 3,14 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 4,07 a 1.
L'S&P 500 ha segnato sette nuovi massimi e 10 nuovi minimi nelle ultime 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 28 nuovi massimi e 239 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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