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Wall Street chiude in rialzo con EchoStar in volo e tlc in affanno

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Lunedì i principali indici di Wall Street hanno chiuso in rialzo, sostenuti dalle attese che la Federal Reserve possa presto ridurre i costi di finanziamento. A trainare in particolare il Nasdaq è stato il forte balzo di Broadcom, che ha spinto l’indice a toccare un nuovo massimo intraday.


Dopo il deludente dato sui salari non agricoli diffuso venerdì, che ha confermato i segnali di indebolimento del mercato del lavoro statunitense, gli investitori scommettono su più tagli dei tassi nel corso dell’anno. Quel report, che nella seduta precedente aveva zavorrato Wall Street, ha rafforzato i timori di un rallentamento dell’economia americana.


Oltre alla riduzione di 25 punti base già attesa per settembre, il mercato inizia a considerare anche la possibilità di un taglio più consistente, pari a 50 punti base. Secondo il CME FedWatch Tool, le probabilità attribuite a questa ipotesi sono salite al 9,5%, dopo settimane in cui non era contemplata.


Diverse case di brokeraggio hanno rivisto le proprie stime. Barclays ora prevede tre tagli da 25 punti base ciascuno nel 2025, contro i due ipotizzati in precedenza, mentre Standard Chartered stima un taglio da 50 punti base già a settembre, al posto della precedente proiezione di -25.


Sul fronte societario, Broadcom ha guadagnato un ulteriore 4%, dopo il +9,4% di venerdì, avviandosi verso la decima seduta positiva nelle ultime undici. L’ascesa del titolo ha spinto l’indice del settore tecnologico a +1%. Al contrario, il comparto immobiliare, reduce dal rialzo della scorsa settimana, ha ceduto l’1,2%.


Alle 11:44 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 62,75 punti, ovvero dello 0,14%, a 45.463,61, l'S&P 500 ha guadagnato 20,94 punti, ovvero dello 0,33%, a 6.502,44 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 163,26 punti, ovvero dello 0,75%, a 21.863,65.


Questa settimana l’attenzione degli investitori sarà puntata sui dati sull’inflazione e sulla revisione delle buste paga del Bureau of Labor Statistics, considerati cruciali per valutare lo stato di salute dell’economia statunitense e capire se possano rafforzare l’ipotesi di un taglio dei tassi più incisivo.


Con la Federal Reserve entrata nel periodo di “blackout” che precede la riunione del 16-17 settembre – durante il quale non sono consentite dichiarazioni pubbliche – i mercati dovranno basarsi unicamente sugli indicatori economici, senza ulteriori segnali da parte dei policymaker.


La scorsa settimana l’S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso in rialzo, inaugurando con slancio un mese di settembre storicamente complesso. In media, l’S&P 500 ha perso l’1,5% a settembre dal 2000, risultando il mese peggiore per l’indice secondo i dati LSEG.


Tra i singoli titoli, Robinhood Markets e AppLovin hanno registrato forti progressi, rispettivamente del 14,5% e dell’11,4%. Entrambe le società entreranno a far parte dell’S&P 500 a partire dal 22 settembre.


EchoStar ha guadagnato il 13,2% dopo aver annunciato la vendita delle licenze per lo spettro wireless a SpaceX, destinate alla rete satellitare Starlink, per un valore di circa 17 miliardi di dollari.


Al contrario, altri grandi operatori del settore telecomunicazioni hanno chiuso in ribasso: AT&T, Verizon e T-Mobile hanno perso tra l’1,8% e il 3%.


Sul New York Stock Exchange i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,31 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 1,18 a 1.


Nell’ultima settimana l’S&P 500 ha segnato 14 nuovi massimi e 8 nuovi minimi a 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 114 nuovi massimi e 74 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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