Wall Street chiude in calo tra timori geopolitici e dati economici deludenti
- piscitellidaniel
- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min

Wall Street ha chiuso la seduta di venerdì in territorio negativo, mentre gli investitori seguivano con attenzione gli sviluppi del conflitto con l’Iran e le possibili conseguenze sull’offerta globale di petrolio. La settimana è stata caratterizzata da forti oscillazioni dei mercati, in gran parte legate all’andamento dei prezzi del greggio.
Tutti e tre i principali indici azionari statunitensi hanno terminato la giornata in calo. A pesare maggiormente è stato il settore tecnologico, che ha trascinato al ribasso il Nasdaq, mentre gli indici si avviano a chiudere l’intera settimana con un bilancio negativo.
Nel frattempo, i prezzi del petrolio hanno registrato movimenti altalenanti, arrivando poi a superare di poco i 100 dollari al barile. Questo è avvenuto nonostante il presidente statunitense Donald Trump abbia temporaneamente alleggerito le sanzioni sul petrolio russo nel tentativo di ridurre le preoccupazioni legate all’offerta.
La promessa di Trump di colpire l’Iran “molto duramente nella prossima settimana”, insieme alle notizie sull’estensione del conflitto a Libano, Kuwait, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Oman, ha tuttavia raffreddato le speranze di una rapida de-escalation.
Le dichiarazioni del presidente hanno inoltre spinto l’Iran a rafforzare il controllo sullo Stretto di Hormuz, snodo strategico attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Giovedì, l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha avvertito che la guerra potrebbe provocare la più grande interruzione mai registrata nell’approvvigionamento globale di greggio.
Una serie di indicatori economici per lo più deludenti ha caratterizzato la giornata, con particolare attenzione alla forte revisione al ribasso della crescita del PIL del quarto trimestre annunciata dal Dipartimento del Commercio. La nuova stima ha ridotto l’espansione allo 0,7%, circa la metà rispetto alla valutazione precedente. Anche il rapporto sulla spesa per consumi personali ha evidenziato variazioni minime nell’indicatore d’inflazione preferito dalla Federal Reserve, mentre altri dati hanno segnalato un indebolimento della domanda di beni durevoli.
Nonostante il quadro macroeconomico meno incoraggiante, gli operatori di mercato si aspettano che la Federal Reserve mantenga invariato il tasso di interesse di riferimento al termine della riunione di politica monetaria prevista per la prossima settimana. Tuttavia, il rischio di un aumento dei prezzi del petrolio che possa alimentare ulteriormente l’inflazione sta riducendo le probabilità di un taglio dei tassi nel breve periodo.
L' indice Dow Jones Industrial Average ha perso 33,00 punti, pari allo 0,07%, attestandosi a 46.644,85, l' S&P 500 ha ceduto 31,21 punti, pari allo 0,47%, chiudendo a 6.641,41 e il Nasdaq Composite ha perso 208,95 punti, pari allo 0,94%, chiudendo a 22.103,03.
Tra gli undici principali settori dell’indice S&P 500, quello dei servizi di comunicazione ha registrato la flessione più marcata, mentre il comparto delle utility ha segnato la performance migliore in termini percentuali.
Nel frattempo, il settore finanziario dell’S&P 500 ha perso il 3,3% nel corso della settimana, penalizzato dalle crescenti preoccupazioni sulla qualità del credito.
Tra i titoli più colpiti, Adobe, società specializzata in software di progettazione, ha ceduto il 5,3% dopo l’annuncio dell’uscita del suo storico amministratore delegato Shantanu Narayen, che lascerà l’incarico una volta individuato il successore. La notizia ha riacceso i dubbi degli investitori sulla strategia dell’azienda in un momento di forte trasformazione legata all’intelligenza artificiale.
Meta Platforms ha registrato un calo del 4,1% dopo che un report ha rivelato il rinvio del lancio del suo modello di intelligenza artificiale “Avocado”. Secondo le indiscrezioni, il gigante dei social media avrebbe posticipato il debutto del progetto almeno fino a maggio.
Alla Borsa di New York i titoli in ribasso hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,62 a 1. Nel corso della seduta sono stati registrati 55 nuovi massimi e 135 nuovi minimi.
Anche sul Nasdaq il numero dei titoli in calo ha prevalso nettamente: 1.623 azioni hanno chiuso in rialzo contro 2.986 in ribasso, con un rapporto di 1,84 a 1 a favore dei titoli in discesa.
L’indice S&P 500 ha segnato 13 nuovi massimi nelle ultime 52 settimane e 8 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 29 nuovi massimi e 167 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




Commenti