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Wall Street chiude in calo, pesano le tensioni legali su Alphabet e le parole di Powell


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Giovedì, i principali indici azionari statunitensi hanno chiuso con performance contrastanti. Gli investitori si sono divisi tra l’ottimismo per i progressi nei negoziati commerciali con il Giappone e le preoccupazioni legate alle prospettive della politica monetaria. A pesare sul Dow Jones è stato soprattutto il crollo di UnitedHealth (NYSE: UNH).


Un parziale sollievo è arrivato dalle parole del presidente Donald Trump, che ha parlato di “grandi progressi” nei colloqui con il Giappone. Tuttavia, dopo il rimbalzo iniziale, il mercato ha rapidamente perso slancio, complice anche la tensione ancora presente dopo le perdite registrate mercoledì.


UnitedHealth ha subito un calo del 23% dopo aver rivisto al ribasso le stime sugli utili annuali, a causa dei maggiori costi sanitari previsti nei prossimi mesi. Il tonfo del titolo ha avuto un forte impatto sul Dow Jones.


Anche altri titoli del settore assicurativo sanitario hanno sofferto: CVS Health (NYSE: CVS) ha perso il 2,5%, mentre Humana (NYSE: HUM) ha chiuso in calo del 6,7%.


Nei prossimi giorni, l’attenzione degli investitori sarà rivolta ai negoziati sui dazi con numerosi paesi, nel tentativo di fare chiarezza su eventuali misure tariffarie specifiche per nazioni e settori.


Alle 11:45 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 506,08 punti, ovvero l'1,28%, a 39.163,31, l' S&P 500 ha guadagnato 12,25 punti, ovvero lo 0,23%, a 5.287,95, e il Nasdaq Composite ha perso 39,30 punti, ovvero lo 0,23%, a 16.269,24.


Mercoledì, Wall Street ha ampliato le perdite dopo le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che ha messo in guardia sugli effetti delle politiche commerciali di Donald Trump, affermando che potrebbero alimentare l’inflazione e rallentare la crescita economica. Powell ha inoltre sottolineato che la Fed necessita di maggiore chiarezza prima di poter intervenire sulla politica monetaria.


Giovedì, Trump ha replicato tramite un post su Truth Social, affermando che le dimissioni di Powell "non arriveranno mai abbastanza in fretta" e sollecitando la banca centrale a ridurre i tassi di interesse.


Nel frattempo, secondo lo strumento FedWatch del CME, le probabilità di un taglio dei tassi già a maggio sono scese intorno al 10%. Un sondaggio Reuters ha inoltre rilevato che molti economisti vedono un rischio crescente di recessione negli Stati Uniti nei prossimi 12 mesi.


Nonostante ciò, i dati economici diffusi giovedì hanno mostrato che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono risultate inferiori alle attese, segnalando una certa tenuta del mercato del lavoro.


In vista del lungo weekend, i tre principali indici di Wall Street si avviano verso la terza settimana negativa nelle ultime quattro. L’S&P 500 è in calo di circa l’1,5%, dopo aver registrato la sua migliore performance settimanale da novembre 2023.


Tra i titoli in evidenza, Alphabet (NASDAQ: GOOGL) ha perso l’1,5% in seguito alla decisione di un giudice federale, secondo cui Google avrebbe mantenuto illegalmente il dominio in due segmenti del mercato della pubblicità online.


Brillante invece la performance di Eli Lilly (NYSE: LLY), che è balzata del 14% dopo aver annunciato risultati promettenti per una nuova pillola sperimentale: il farmaco ha mostrato una riduzione di quasi l’8% del peso corporeo e un miglioramento dei livelli di glicemia nei pazienti con diabete di tipo 2.


L’indice del settore energetico ha guadagnato il 3%, contribuendo a limitare le perdite dell’S&P 500.


Netflix (NASDAQ: NFLX) ha registrato un rialzo dell’1,3% in attesa della pubblicazione dei risultati trimestrali dopo la chiusura dei mercati.


Sul fronte dei volumi, i titoli in crescita hanno superato quelli in calo con un rapporto di 3,1 a 1 alla Borsa di New York e di 1,44 a 1 al Nasdaq.


L’S&P 500 ha segnato due nuovi massimi e due nuovi minimi nelle ultime 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 19 nuovi massimi e 99 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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