top of page

Wall Street apre settembre in rialzo, ma il CPI di giovedì resta il vero test

ree

Mercoledì l’S&P 500 e il Nasdaq hanno toccato nuovi massimi intraday, spinti dal balzo di Oracle e da dati sull’inflazione più contenuti del previsto, che rafforzano le attese di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve entro l’anno.


Oracle ha messo a segno un’impennata del 41%, il maggior rialzo giornaliero dal 1992, toccando un massimo storico grazie al forte aumento della domanda di servizi cloud legata all’intelligenza artificiale. La capitalizzazione di mercato del gruppo è salita a 969 miliardi di dollari, superando colossi come Eli Lilly, JPMorgan Chase e Walmart, e avvicinandosi ai 1,14 trilioni di Tesla.


Il rally ha coinvolto anche i titoli dei semiconduttori: Nvidia ha guadagnato il 4,3%, AMD il 3,8% e Broadcom il 9,6%. L’indice tecnologico dell’S&P 500 è così avanzato del 2,1%, mentre quello dei semiconduttori ha registrato un +2,6%, segnando un nuovo record.


Benefici anche per i fornitori energetici dei data center: Constellation Energy ha chiuso in rialzo dell’8%, Vistra del 9% e GE Vernova del 6,2%.


Un indice dei prezzi alla produzione più debole del previsto ha dato nuovo impulso ai mercati, alimentando le scommesse su futuri tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.


Gli ultimi dati sul mercato del lavoro hanno confermato un rallentamento dell’occupazione, rafforzando l’ipotesi di una riduzione di almeno 25 punti base a settembre. Secondo il FedWatch Tool del CME, la probabilità di un taglio di un quarto di punto alla riunione del 16-17 settembre si attesta al 90%, mentre le chance di una riduzione più marcata, da 50 punti base, restano intorno al 10%.


Il Dow Jones ha invece risentito della debolezza dei titoli dei beni di consumo discrezionali e del settore sanitario.


Alle 11:53 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 197,88 punti, ovvero dello 0,43%, a 45.513,46, l'S&P 500 ha guadagnato 32,77 punti, ovvero dello 0,50%, a 6.545,38, e il Nasdaq Composite è salito di 93,85 punti, ovvero dello 0,43%, a 21.973,34.


Ora l’attenzione degli investitori è rivolta alla pubblicazione dei dati sui prezzi al consumo, in calendario per giovedì, considerati cruciali per valutare l’andamento dell’inflazione negli Stati Uniti.


Secondo Rizzuto, un aumento dell’inflazione nel dato CPI atteso giovedì potrebbe mettere a rischio le scommesse su tagli dei tassi da parte della Fed nel 2025.


Sul fronte politico, la Casa Bianca ha incassato una battuta d’arresto: martedì un giudice federale ha temporaneamente impedito al presidente Donald Trump di rimuovere la governatrice della Fed Lisa Cook.


Settembre è iniziato con un bilancio positivo per Wall Street, nonostante il mese sia storicamente sfavorevole per i mercati azionari statunitensi: dal 2000, l’indice di riferimento ha perso in media l’1,5%, secondo i dati LSEG. Ciononostante, broker come Barclays e Deutsche Bank hanno rivisto al rialzo i target di fine 2025 per l’S&P 500.


Sul fronte societario, Synopsys è crollata del 33,7%, avviandosi verso il peggior ribasso giornaliero della sua storia, dopo aver deluso le attese di Wall Street sui ricavi del terzo trimestre. Anche la rivale Cadence Design Systems ha perso terreno, chiudendo in calo del 7%.


Sul mercato, i titoli in crescita hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,49 a 1 sul NYSE e di 1,09 a 1 sul Nasdaq. Nelle ultime 52 settimane, l’S&P 500 ha segnato 19 nuovi massimi e sei nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 97 nuovi massimi e 43 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page