top of page

US Open, maxi multa a Luisina Giovannini: 20mila dollari per il ritiro dopo appena 17 minuti

10 set
Tempo di lettura: 3 min

Una partita durata appena 17 minuti si è trasformata in una pesantissima sanzione economica per Luisina Giovannini. La tennista argentina di 19 anni è stata multata di 20mila dollari dagli organizzatori dello US Open dopo essersi ritirata durante il primo turno delle qualificazioni contro l'italiana Lucia Bronzetti. Il match, disputato il 24 agosto sul cemento di Flushing Meadows, si era praticamente indirizzato fin dalle prime battute: Bronzetti conduceva 5-0 nel primo set quando Giovannini ha comunicato di non poter proseguire per un problema fisico. L'incontro è stato così archiviato dopo soli cinque game, ma per la giocatrice sudamericana le conseguenze sono arrivate successivamente e hanno inciso in maniera rilevante sul premio conquistato con la partecipazione al torneo.


Il punto centrale della vicenda riguarda la regola sulla “First-Round Performance”, collegata all'obbligo per i giocatori di garantire uno standard professionale durante gli incontri di un torneo del Grande Slam. La disciplina è stata introdotta per evitare che un atleta già consapevole di non essere nelle condizioni fisiche necessarie decida comunque di scendere in campo esclusivamente per assicurarsi il premio previsto per il primo turno. Nel caso di Giovannini, la prestazione è stata giudicata non conforme agli standard richiesti e la conseguenza è stata una multa particolarmente severa. La sanzione non equivale a sostenere che la tennista abbia deliberatamente perso l'incontro, ma segnala che secondo gli organizzatori non erano state rispettate le condizioni competitive previste dal regolamento.


L'aspetto economico rende il provvedimento ancora più significativo. Per la partecipazione al primo turno delle qualificazioni dello US Open 2026, Giovannini aveva maturato un premio di 32mila dollari. La multa da 20mila dollari rappresenta quindi il 62,5% della somma spettante, lasciando alla giocatrice circa 12mila dollari lordi prima delle ulteriori imposte e spese connesse alla partecipazione al circuito professionistico. Per un'atleta che occupava una posizione vicina alla duecentesima nel ranking mondiale si tratta di una decurtazione particolarmente pesante, considerando che i giocatori lontani dai vertici devono sostenere direttamente costi di viaggio, allenamento, preparazione atletica e assistenza tecnica durante gran parte della stagione.


La partita contro Bronzetti aveva mostrato fin dall'inizio una situazione fortemente sbilanciata. Secondo le statistiche ufficiali dell'incontro, l'italiana aveva conquistato 21 dei 29 punti complessivamente disputati, strappando tre volte il servizio all'avversaria. Giovannini, che si era presentata in campo con problemi fisici, non era riuscita a vincere neppure uno dei primi cinque game. Dopo 17 minuti è arrivata la decisione di interrompere il match. Proprio la brevissima durata dell'incontro, insieme alle condizioni della giocatrice, ha portato il caso all'attenzione degli organizzatori e all'applicazione della norma prevista per le prestazioni del primo turno ritenute insufficienti rispetto agli standard professionali.


La vicenda riporta in primo piano un problema che gli organizzatori dei tornei del Grande Slam affrontano da anni. L'aumento dei montepremi ha reso economicamente molto importante anche la semplice partecipazione ai primi turni, soprattutto per i giocatori che trascorrono gran parte della stagione nei circuiti minori. Presentarsi in campo nonostante un infortunio può consentire di incassare somme difficilmente raggiungibili attraverso numerosi tornei di livello inferiore. Proprio per contrastare questa situazione, i regolamenti permettono di applicare sanzioni che, nei casi più gravi, possono arrivare fino all'intero premio previsto per il turno interessato.


Il caso Giovannini evidenzia anche la distanza economica esistente all'interno del tennis professionistico. Per i protagonisti stabilmente presenti nelle prime posizioni mondiali, una multa di questo livello può avere un'incidenza limitata sui guadagni annuali. Per chi invece compete tra qualificazioni, tornei ITF e appuntamenti del circuito maggiore, perdere oltre metà del premio di uno Slam può modificare sensibilmente il bilancio della stagione. La questione diventa quindi anche quella di trovare un equilibrio tra la tutela dello spettacolo e degli spettatori, il rispetto degli avversari e le esigenze economiche degli atleti che cercano di costruire la propria carriera lontano dai grandi contratti di sponsorizzazione.


Per Luisina Giovannini, classe 2006 e ancora all'inizio del proprio percorso internazionale, l'esperienza di New York resterà così legata a una delle sanzioni più pesanti della sua giovane carriera. L'accesso alle qualificazioni di uno Slam avrebbe dovuto rappresentare soprattutto un'occasione sportiva e finanziaria; il ritiro contro Bronzetti lo ha invece trasformato in un caso regolamentare. La multa da 20mila dollari ribadisce il principio sul quale insistono gli organizzatori dei grandi tornei: il montepremi riconosciuto per la presenza in campo è accompagnato dall'obbligo di presentarsi nelle condizioni necessarie per offrire una prestazione professionale.

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page