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Unitree crolla a Shanghai, Pechino stringe sulle Ipo dei robot umanoidi

10 set
Tempo di lettura: 3 min

La corsa cinese ai robot umanoidi incontra la prudenza dei regolatori e la Borsa reagisce con nuove vendite su Unitree Robotics, diventata in poche settimane il simbolo dell’entusiasmo e dei rischi finanziari legati al settore. Dopo un debutto spettacolare sullo Star Market di Shanghai, con un rialzo superiore al 460% nella prima seduta, il titolo ha progressivamente perso terreno e si è allontanato di circa il 45% dai massimi raggiunti dopo la quotazione. Una correzione che ha acceso il dibattito sull’esistenza di una possibile bolla e che coincide con l’intenzione delle autorità cinesi di alzare l’asticella per le nuove società della robotica intenzionate a sbarcare sui mercati azionari.


Secondo le indicazioni circolate tra banche d’affari e investitori, la China Securities Regulatory Commission starebbe adottando criteri più severi nella valutazione delle richieste di quotazione presentate dalle aziende specializzate negli umanoidi. Non si tratterebbe, almeno per il momento, di nuove regole formalmente pubblicate, ma di una linea di vigilanza più restrittiva. Le imprese candidate all’Ipo dovrebbero dimostrare di possedere ricavi ricorrenti, prospettive credibili di riduzione delle perdite oppure innovazioni tecnologiche sufficientemente significative da giustificare l’accesso al mercato. L’obiettivo è evitare che l’enorme interesse per robotica e intelligenza artificiale favorisca quotazioni sostenute soprattutto dalle aspettative.


Il caso Unitree spiega le ragioni della cautela. Il produttore di Hangzhou aveva fissato il prezzo dell’Ipo a 150,80 yuan per azione, raccogliendo circa 6,1 miliardi di yuan e ottenendo inizialmente una valutazione vicina ai 61 miliardi di yuan. Al debutto del 19 agosto la domanda degli investitori ha però spinto il titolo fino a livelli superiori di oltre sei volte rispetto al prezzo di collocamento, portando temporaneamente la capitalizzazione nell’area dei 66 miliardi di dollari. L’euforia è stata seguita da una rapida correzione, con decine di miliardi di dollari di valore bruciati rispetto ai massimi. Oscillazioni di questa ampiezza hanno aumentato i timori per gli investitori retail e per la sostenibilità delle valutazioni assegnate alle aziende emergenti del settore.


Dietro la volatilità finanziaria esiste comunque una realtà industriale in forte espansione. Unitree, fondata nel 2016, produce robot quadrupedi e umanoidi e nel 2025 ha registrato ricavi per circa 1,7 miliardi di yuan, accompagnati da una redditività positiva. Una quota rilevante del fatturato proviene dai mercati internazionali, mentre i prodotti dell’azienda sono utilizzati soprattutto nella ricerca, nella formazione e nelle sperimentazioni industriali. Il nodo resta la capacità di trasformare le dimostrazioni tecnologiche e gli ordini iniziali in applicazioni commerciali su larga scala. Per gli umanoidi la distanza tra una macchina capace di correre, manipolare oggetti o eseguire movimenti complessi e un robot economicamente conveniente da impiegare quotidianamente nelle fabbriche rimane ancora significativa.


La prudenza di Pechino non significa infatti un arretramento rispetto alla robotica. Al contrario, il settore rimane una delle priorità tecnologiche della Cina nel quadro del nuovo piano quinquennale, insieme all’intelligenza artificiale, ai semiconduttori e alle tecnologie avanzate. Le aziende cinesi hanno conquistato una posizione dominante nelle consegne mondiali di umanoidi e possono contare su una filiera nazionale estremamente sviluppata per motori, sensori, batterie, componenti elettronici e sistemi di controllo. Il governo vuole però evitare che la spinta industriale venga accompagnata da una proliferazione di società scarsamente solide finanziariamente, sostenute da valutazioni difficili da giustificare attraverso ricavi e utili.


Il giro di vite potrebbe avere conseguenze soprattutto sulle numerose startup che stanno preparando una Ipo a Shanghai, Shenzhen o Hong Kong. L’accesso al capitale pubblico è fondamentale per finanziare ricerca, capacità produttiva e sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale necessari a rendere gli umanoidi più autonomi. Standard più elevati potrebbero rallentare alcune quotazioni, favorendo però le aziende con tecnologie più mature e modelli economici già verificabili. Per banche e investitori diventerà inoltre più importante distinguere tra capacità di attirare attenzione e reale possibilità di generare flussi di cassa sostenibili.


La parabola borsistica di Unitree rappresenta così un primo test per l’intera industria cinese della robotica umanoide. L’interesse strategico di Pechino resta elevato e il potenziale industriale continua ad attirare enormi quantità di capitale, ma la fase nella quale ogni progetto collegato all’intelligenza artificiale poteva beneficiare automaticamente dell’entusiasmo degli investitori sembra diventare più selettiva. Il mercato dovrà ora misurare le aziende non soltanto sulla spettacolarità delle loro macchine, ma sulla capacità di trasformare innovazione, produzione e ricerca in applicazioni economicamente sostenibili.

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