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UniCredit scivola in Borsa, ma sul dossier Commerzbank emergono segnali di apertura dalla Germania

4 set
Tempo di lettura: 3 min

Seduta debole a Piazza Affari per UniCredit, che si è posizionata nelle retrovie del Ftse Mib con una flessione arrivata intorno al 2% nelle prime ore di contrattazione. Le vendite hanno coinvolto più in generale il comparto bancario europeo, penalizzato dal nuovo scenario sui tassi di interesse e dalle valutazioni degli investitori sulle prossime mosse delle principali banche centrali. Per il gruppo guidato da Andrea Orcel, tuttavia, l'attenzione del mercato resta concentrata soprattutto sulla Germania e sul futuro di Commerzbank, dove nelle ultime ore sono emersi segnali di un possibile cambiamento nel clima politico che circonda l'operazione.


Il settore bancario risente delle aspettative su una possibile evoluzione della politica monetaria internazionale. Tassi meno elevati possono sostenere l'economia e ridurre il rischio di deterioramento del credito, ma allo stesso tempo tendono a comprimere il contributo del margine di interesse, che negli ultimi anni ha rappresentato uno dei principali motori della redditività degli istituti. Il sottoindice europeo delle banche ha così registrato una seduta negativa, trascinando anche diversi titoli italiani. UniCredit è risultata tra le più penalizzate, insieme a Bper, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo e agli altri protagonisti di un settore che continua comunque a essere osservato anche per le operazioni di consolidamento.


Sul fronte tedesco, invece, il quadro appare più articolato. Il presidente dell'Assia Boris Rhein ha incontrato Orcel per discutere direttamente delle prospettive di Commerzbank. UniCredit ha definito il confronto costruttivo, un'espressione significativa dopo mesi caratterizzati dalla forte opposizione politica tedesca all'avanzata della banca italiana. Rhein avrebbe posto una serie di condizioni per tutelare il ruolo di Commerzbank nell'economia nazionale: mantenimento della sede legale e del consiglio di amministrazione a Francoforte, conservazione del marchio, permanenza della banca come società per azioni di diritto tedesco e salvaguardia di una propria licenza bancaria.


Le richieste mostrano come il confronto stia progressivamente spostandosi dalla contrarietà all'operazione alle possibili condizioni di un'integrazione. Per il mercato si tratta di un elemento importante. La Germania aveva assunto una posizione particolarmente critica nei confronti dell'iniziativa di UniCredit, sostenendo l'indipendenza di Commerzbank e sottolineando il ruolo dell'istituto nel finanziamento del Mittelstand, il tessuto delle piccole e medie imprese che costituisce uno dei pilastri dell'economia tedesca. Il governo federale aveva inoltre respinto l'offerta di scambio promossa dalla banca italiana, giudicandola non sufficientemente conveniente e ribadendo la propria opposizione all'approccio seguito da UniCredit.


Nel frattempo la posizione del gruppo italiano nel capitale della banca tedesca è diventata molto più rilevante. Al termine dell'offerta, conclusa in estate, era stato conferito circa il 17,6% delle azioni Commerzbank. Considerando la partecipazione già detenuta e gli strumenti finanziari utilizzati nell'operazione, UniCredit si è assicurata la possibilità di arrivare, una volta completati i necessari passaggi regolamentari, a disporre di una quota prossima al 50% dei diritti di voto. Commerzbank ha sottolineato che l'adesione degli investitori istituzionali e retail indipendenti è stata molto limitata, ma ha contemporaneamente ribadito la propria disponibilità a un dialogo costruttivo per individuare una soluzione capace di creare valore per gli azionisti e tutelare dipendenti e clienti.


Il dossier assume una rilevanza che supera i confini delle due banche. Una combinazione tra UniCredit e Commerzbank darebbe vita a uno dei maggiori gruppi bancari europei, con una presenza particolarmente forte in Italia e Germania e un ruolo significativo nel finanziamento delle imprese. Orcel sostiene da tempo la necessità di una maggiore integrazione bancaria continentale, mentre le resistenze tedesche mostrano quanto le operazioni transfrontaliere continuino a scontrarsi con interessi nazionali, questioni occupazionali e timori sulla perdita dei centri decisionali. Le condizioni avanzate dall'Assia indicano però che il confronto potrebbe entrare in una fase più pragmatica.


La debolezza del titolo UniCredit in Borsa appare quindi legata soprattutto alla giornata negativa del settore bancario e alle aspettative sui tassi, mentre sul fronte strategico il mercato registra un possibile passo avanti nel dialogo con la Germania. Molto dipenderà dalle autorizzazioni ancora necessarie, dalla posizione del governo federale e dalla disponibilità dei vertici di Commerzbank a negoziare una soluzione condivisa. Per UniCredit, che ha costruito negli ultimi anni una forte capacità di generazione di capitale, la partita tedesca resta uno dei passaggi più importanti della strategia di crescita europea e uno dei principali test per capire fino a che punto il consolidamento bancario continentale possa superare le tradizionali barriere nazionali.

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