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Trump: "un anno di successi". Ma è davvero così?


L'indice US500, che raccoglie le 500 azioni più pesanti per capitalizzazione in America, ha registrato un +11,4% dall'inizio dell'anno.

Tuttavia per i primi due mesi dell'anno le pressioni commerciali derivate dai dazi si sono fatte sentire, che hanno portato l'indice a scendere del 16%. Soltanto dopo mesi l'indice è tornato sopra il valore all'insegnamento, e da lì è gradualmente salito, spinto soprattutto dalle Big Tech che hanno ormai capitalizzazioni completamente sproporzionate a profitti o dividendi, e la (possibile) bolla AI.


Il PIL americano ha registrato un aumento del 2,3% (q3 2024 to q3 2025): Anche qui il primo quarter è stato negativo; questo però esclusivamente a causa dello sbilanciamento commerciale provocato dai massicci acquisti di prodotti esteri da parte di aziende terrorizzate dall'entrata in vigore dei dazi. I successivi trimestri sono stati di crescita più sostenuta, ma non è da dimenticare l'effetto di "rimbalzo" dato dalla messa in commercio dei prodotti importati nel Q1. Nel complesso, si parla di una crescita "standard", come già se ne erano viste nei mandati di Obama o anche Trump I.

 
 
 

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