Spagna, produzione industriale in crescita del 2,6% a luglio: energia e beni strumentali trainano l’attività
La produzione industriale spagnola continua a crescere, anche se con un ritmo più moderato rispetto al mese precedente. A luglio l’indice generale ha registrato un incremento del 2,6% su base annua nella serie originale, secondo i dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica spagnolo. Il risultato conferma la capacità dell’industria di mantenersi in territorio positivo, ma evidenzia contemporaneamente un rallentamento: a giugno l’aumento annuale era stato del 3,8%. Una volta corretti gli effetti stagionali e di calendario, il progresso di luglio si attesta invece al 2,3%, con un’accelerazione di 1,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Su base mensile, sempre considerando la serie destagionalizzata, la produzione è aumentata dello 0,6%.
Dietro il dato complessivo emergono andamenti molto differenti tra i principali comparti. Il contributo più forte è arrivato dall’energia, la cui produzione è aumentata del 6,3% rispetto a luglio 2025 nella serie originale e del 6,6% in quella corretta. Positivo anche l’andamento dei beni strumentali, cresciuti del 4,5% su base annua, mentre i beni di consumo non durevoli hanno segnato un incremento dell’1,5% e i beni intermedi dello 0,6%. La maggiore debolezza riguarda invece i beni di consumo durevoli, la cui produzione è diminuita del 9,6%. Il forte arretramento di questo segmento ha contribuito a frenare l’espansione complessiva, mostrando come la ripresa dell’attività industriale non sia ancora uniforme.
L’analisi delle singole attività produttive restituisce un quadro altrettanto articolato. Tra i comparti più dinamici figurano le industrie estrattive, mentre la riparazione e installazione di macchinari e attrezzature ha registrato una crescita superiore al 10%. Buone indicazioni sono arrivate anche dai settori maggiormente legati alla tecnologia e agli investimenti: la produzione di prodotti informatici, elettronici e ottici è aumentata del 7,9%, quella farmaceutica del 7,8% e la fabbricazione di materiale e apparecchiature elettriche del 7,3%. Si tratta di comparti rilevanti per valutare la capacità del sistema produttivo spagnolo di rafforzare le attività a maggiore valore aggiunto e di intercettare gli investimenti connessi alla digitalizzazione e alla trasformazione energetica.
Più difficile la situazione in alcune industrie tradizionali. Il comparto del cuoio e delle calzature ha accusato una contrazione del 18,1%, risultando tra quelli con la performance peggiore, mentre le altre industrie manifatturiere hanno perso l’11,3%. In diminuzione anche la produzione della carta, dei mobili e dei prodotti minerali non metalliferi. Il divario tra i settori conferma quindi una struttura industriale che procede a velocità differenti: energia, beni strumentali e attività tecnologiche sostengono l’indice, mentre alcune produzioni maggiormente esposte alla domanda dei consumatori e alla concorrenza internazionale continuano a incontrare difficoltà.
Anche la distribuzione territoriale mostra una crescita particolarmente diffusa. A luglio la produzione industriale è aumentata rispetto allo stesso mese del 2025 in 16 comunità autonome su 17, diminuendo soltanto nelle Canarie. L’incremento più consistente è stato registrato nella Regione di Murcia, con un +9,6%, seguita dalla Cantabria con il 7,1% e dalle Baleari con il 5,5%. Sopra la media nazionale si sono collocate anche Madrid, con un aumento del 4,6%, l’Estremadura con il 4,3%, l’Andalusia con il 4,1% e la Comunità Valenciana con il 4%. Più contenuti gli incrementi in alcune delle aree a maggiore vocazione industriale, tra cui Catalogna e Paesi Baschi.
Il dato di luglio assume particolare rilievo nel contesto dell’economia spagnola, che negli ultimi anni ha mostrato una dinamica più vivace rispetto a diverse altre grandi economie europee. L’aumento della produzione di beni strumentali e la crescita mensile dello 0,6% offrono segnali favorevoli sulla capacità delle imprese di mantenere gli investimenti e l’attività produttiva. Allo stesso tempo, la forte contrazione dei beni durevoli e le differenze tra i vari comparti suggeriscono prudenza nella lettura dell’indice generale. Il prossimo andamento della manifattura dipenderà dalla domanda interna ed europea, dall’evoluzione dei costi energetici e dalla capacità delle imprese di continuare a investire in automazione, digitalizzazione e nuove capacità produttive.





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