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Sanlorenzo, a ottobre l’offerta vincolante per The Italian Sea Group: si ridisegna la nautica italiana

8 set
Tempo di lettura: 3 min

Sanlorenzo conferma la volontà di partecipare alla partita per The Italian Sea Group (TISG) e prepara il passaggio decisivo della procedura competitiva. Il gruppo guidato da Massimo Perotti intende presentare entro il 15 ottobre 2026 un’offerta vincolante attraverso Polo Nautico Carrara, la società consortile costituita per rilevare il complesso aziendale del gruppo toscano. L’operazione assume un peso che va oltre una normale acquisizione: in gioco ci sono alcuni dei marchi più conosciuti della nautica italiana, importanti siti produttivi e una filiera di fornitori e lavoratori concentrata soprattutto tra Toscana e Liguria. Per Sanlorenzo l’interesse si inserisce in una strategia che punta a rafforzare la capacità industriale preservando, al tempo stesso, un patrimonio produttivo strategico per il settore dei superyacht.


Il percorso era iniziato il 27 luglio, quando Riccardo Cima, per conto dei promotori di Polo Nautico Carrara, aveva presentato una manifestazione di interesse accompagnata da un’offerta cauzionata per l’acquisizione dell’intero complesso aziendale di TISG. Sanlorenzo partecipa al progetto con una quota indicata nel 45%, mentre nella compagine trovano spazio Cima, operatori della filiera e altri soggetti industriali. La struttura è stata pensata con funzioni consortili e con obiettivi dichiarati che comprendono la salvaguardia dei livelli occupazionali, la ripresa delle attività, il sostegno all’indotto e la conservazione sul territorio delle infrastrutture necessarie alla costruzione, al refitting, all’alaggio e al varo delle imbarcazioni.


La procedura competitiva avviata da The Italian Sea Group prevede una prima scadenza il 15 settembre, quando dovranno essere depositate le offerte indicative non vincolanti. Gli investitori ammessi alla fase successiva potranno quindi effettuare una due diligence più approfondita, prima della presentazione delle proposte vincolanti entro il 15 ottobre. Il calendario indica poi, in via orientativa, il 26 ottobre per la firma degli accordi, fermo restando il rispetto degli adempimenti societari e regolamentari e delle autorizzazioni richieste nell’ambito della procedura. Sul tavolo esistono due possibili modalità di intervento: l’acquisizione degli asset oppure un’operazione sul capitale finalizzata alla ricapitalizzazione e alla prosecuzione dell’attività aziendale.


Il perimetro industriale è particolarmente rilevante. Comprende i cantieri di Marina di Carrara e La Spezia, il sito di Viareggio e marchi come Admiral, Perini Navi, Picchiotti e Tecnomar, oltre ad altre partecipazioni societarie. Si tratta di attività che occupano posizioni differenti ma complementari nel mercato internazionale degli yacht e dei superyacht. Per Sanlorenzo, quindi, l’eventuale operazione potrebbe rappresentare un’importante opportunità industriale, ma il progetto della cordata è costruito anche per evitare che asset strategici vengano frammentati o perdano il loro legame con il territorio. Proprio la continuità delle commesse e il rapporto con armatori e fornitori saranno alcuni dei punti più delicati della fase di due diligence.


Perotti ha confermato l’intenzione di arrivare all’offerta vincolante mentre il gruppo guarda con fiducia anche all’andamento del proprio 2026. Il mercato della nautica di alta gamma presenta un quadro differenziato: l’Europa mostra una domanda meno dinamica, mentre Americhe e Asia-Pacifico offrono segnali più favorevoli. Sanlorenzo continua inoltre a investire nell’innovazione, nella sostenibilità e nelle nuove tecnologie per la propulsione. Tra i progetti figurano lo sviluppo di soluzioni bifuel e l’attenzione al biometanolo, oltre a una collaborazione con BYD Energy Storage dedicata a sistemi di batterie e gestione dell’energia di nuova generazione per i superyacht. La strategia industriale procede quindi parallelamente alla possibile espansione attraverso operazioni straordinarie.


La partita per TISG assume un valore particolare anche per la storia recente della nautica italiana. Nel 2021, quando Perini Navi era stata messa all’asta dopo il fallimento, Sanlorenzo e Ferretti avevano partecipato insieme alla competizione, arrivando a offrire 78 milioni di euro. Ad aggiudicarsi gli asset era stata proprio The Italian Sea Group con un’offerta da 80 milioni. Cinque anni dopo, uno dei protagonisti di quella gara torna così a interessarsi a Perini Navi, questa volta all’interno di un perimetro industriale molto più ampio. La procedura attuale non riguarda infatti soltanto un marchio storico, ma un insieme di cantieri, competenze e attività che può incidere sulla futura struttura produttiva della nautica italiana.


L’appuntamento di ottobre diventa perciò uno dei passaggi più importanti dell’anno per il settore. La presenza di più soggetti interessati rende l’esito ancora aperto, mentre la procedura dovrà individuare la soluzione in grado di coniugare valore degli asset e continuità industriale. Sanlorenzo ha ormai dichiarato la propria intenzione di partecipare fino alla fase vincolante: il confronto si sposterà quindi sulla struttura economica dell’offerta, sulla sostenibilità del progetto e sulle garanzie per stabilimenti, commesse, lavoratori e filiera.

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