Riciclo tessile, nasce The Circuit: i grandi retailer britannici costruiscono una filiera comune

Marks & Spencer, New Look, Sainsbury’s e Oxfam collaborano con Circle-8: prima fase operativa prevista nello Yorkshire nel gennaio 2027
Marks & Spencer, New Look, Sainsbury’s e Oxfam hanno avviato con Circle-8 Textile Ecosystems il progetto The Circuit. L’iniziativa, annunciata il 23 settembre 2026, punta a costruire filiere capaci di trasformare i tessili post-consumo raccolti nel Regno Unito in materie prime per nuove produzioni. Al centro vi sono gli indumenti che hanno esaurito la loro possibilità di riutilizzo.
La prima fase è prevista per gennaio 2027 nel sito Oxfam di Batley, nello Yorkshire. Comprenderà selezione automatizzata, sviluppo di sistemi di rendicontazione e tracciabilità, relazioni con i riciclatori e sperimentazione di modelli operativi. L’annuncio descrive quindi un percorso da avviare e verificare, non una capacità industriale già pienamente disponibile.
Oxfam contribuirà a distinguere i tessili riutilizzabili da quelli non riutilizzabili e a gestire le apparecchiature di selezione. Circle-8 sviluppa infrastrutture e accordi commerciali per collegare il recupero alle imprese che impiegano materiali riciclati. Il progetto considera processi sia meccanici sia chimici e coinvolge operatori della raccolta, produttori e innovatori digitali.
La separazione fra riuso e riciclo ha un preciso significato industriale: conserva percorsi diversi per materiali che presentano condizioni e possibilità d’impiego differenti. Destinare un prodotto ancora utilizzabile a una nuova vita e preparare un tessile esausto per la trasformazione non sono operazioni intercambiabili. Confonderle renderebbe meno leggibili anche i risultati ambientali dichiarati.
La lettura economica dell’accordo riguarda la continuità fra raccolta e sbocco produttivo. Un flusso di abiti recuperati non costituisce, da solo, una fornitura di materia prima adatta alle esigenze di un produttore. Servono specifiche condivise, qualità coerente e rapporti commerciali che permettano di programmare gli acquisti. La collaborazione fra retailer può aiutare a sperimentare questi collegamenti, ma non dimostra ancora la redditività del modello.
La tracciabilità annunciata dovrebbe rendere più riconoscibile il percorso dei materiali attraverso i diversi operatori. Per valutare lo sviluppo saranno rilevanti quantità effettivamente trattate, destinazioni e caratteristiche dei materiali ottenuti. Fra i partner di sviluppo figurano Biffa ed Ekman Group; quelli per il riciclo comprendono Usha Yarns, Kipas, Reju e Worn Again Technologies. Il progetto resta aperto all’adesione di altri retailer, riciclatori e imprese della filiera.






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