Richiedenti asilo, l’Italia sale ai vertici europei: seconda per domande dietro la Francia
L’Italia assume un peso sempre maggiore nella geografia europea delle richieste di protezione internazionale. I dati più recenti mostrano un cambiamento significativo rispetto agli equilibri degli anni precedenti: mentre il numero complessivo delle domande di asilo nell’Unione europea continua a diminuire, una quota rilevante delle richieste si concentra nel nostro Paese. Nei primi mesi del 2026 l’Italia si è collocata tra le principali destinazioni europee e, nelle rilevazioni più recenti, è arrivata a contendere alla Francia il primato per numero di domande. Un fenomeno che riflette sia l’evoluzione delle rotte migratorie sia il forte ridimensionamento registrato in Paesi che tradizionalmente assorbivano una parte consistente delle richieste, a cominciare dalla Germania.
Nel complesso, durante il primo semestre del 2026 i Paesi dell’area UE+ hanno ricevuto circa 332 mila domande di protezione internazionale, con una diminuzione del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025. Escludendo gli anni condizionati dalla pandemia, si tratta del livello più basso dal 2019. Il calo prosegue quindi una tendenza già evidente nel 2025, quando le richieste erano diminuite di circa un quinto. Dietro la contrazione generale si nascondono però forti differenze nazionali. Nel maggio 2026, per esempio, l’Italia ha ricevuto circa 11 mila richieste, risultando il primo Paese dell’area UE+ nel singolo mese, davanti alla Francia con circa 9.900, alla Spagna con 8.200 e alla Germania con 7.900.
La situazione appare molto diversa rispetto al passato recente. Nel 2025 la Germania era ancora il principale Paese di destinazione con circa 163 mila domande, seguita dalla Francia con 152 mila, dalla Spagna con 143 mila e dall’Italia con circa 134 mila. Berlino aveva tuttavia registrato una riduzione di quasi un terzo rispetto all’anno precedente, mentre anche Italia, Spagna e Grecia avevano segnato flessioni. Il progressivo arretramento tedesco ha contribuito a modificare la distribuzione delle richieste, mentre la Francia ha mantenuto volumi relativamente stabili e l’Italia continua a essere fortemente interessata dai flussi che attraversano il Mediterraneo centrale.
Un elemento fondamentale riguarda la nazionalità dei richiedenti. L’Italia rappresenta una destinazione particolarmente importante per cittadini provenienti da Bangladesh, Egitto e altri Paesi legati alle rotte mediterranee. Nel caso dei cittadini del Bangladesh, il nostro Paese costituisce di gran lunga la principale destinazione europea. Le analisi sulle migrazioni indicano inoltre una relazione tra una parte delle domande di protezione e percorsi migratori nei quali le motivazioni economiche e lavorative possono intrecciarsi con la richiesta di asilo. La composizione dei flussi italiani risulta quindi profondamente diversa da quella francese, dove hanno un peso maggiore cittadini haitiani, afghani e congolesi, o da quella spagnola, caratterizzata soprattutto dalle richieste provenienti dall’America Latina.
Il dato assume particolare importanza con l’entrata in applicazione, dal 12 giugno 2026, del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Il sistema introduce procedure comuni più stringenti alle frontiere esterne, nuovi meccanismi di solidarietà tra gli Stati membri e procedure accelerate per alcune categorie di richiedenti. Una delle novità riguarda i cittadini provenienti da Paesi caratterizzati da tassi europei di riconoscimento della protezione particolarmente bassi. Nel maggio 2026 circa il 56% delle domande nell’area UE+ proveniva da nazionalità con un tasso di riconoscimento pari o inferiore al 20%. Bangladesh ed Egitto, particolarmente rilevanti per l’Italia, figurano tra i gruppi con percentuali molto basse di riconoscimento.
Per il sistema italiano la pressione non deriva soltanto dal numero dei nuovi ingressi, ma anche dalla capacità di esaminare rapidamente le domande e gestire le persone in attesa di una decisione. Negli ultimi anni sono state adottate misure per aumentare la capacità amministrativa delle commissioni territoriali e velocizzare l’esame delle pratiche. Nel 2025 sono stati inoltre dispiegati nuovi funzionari per sostenere la lavorazione delle richieste. A livello europeo, la diminuzione delle nuove domande sta producendo una graduale riduzione dell’arretrato: i procedimenti pendenti in prima istanza nell’area UE+ sono passati da circa 986 mila alla fine del 2024 a circa 770 mila alla fine di giugno 2026.
Il nuovo equilibrio europeo rende centrale anche il tema della solidarietà tra Stati membri. Italia, Grecia, Spagna e Cipro sono state individuate tra le realtà sottoposte a pressione migratoria e possono beneficiare dei meccanismi previsti dal nuovo sistema europeo, attraverso ricollocamenti, contributi finanziari o altre forme di sostegno. Il progressivo spostamento delle richieste verso i Paesi mediterranei rende così ancora più importante l’effettiva applicazione delle nuove regole: la diminuzione complessiva delle domande non elimina infatti le forti concentrazioni territoriali, e l’Italia si trova oggi in una posizione molto più centrale rispetto alla tradizionale geografia europea dell’asilo.





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