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Primark frena in Europa, stime 2026 sotto le attese: AB Foods prova il recupero in Borsa

11 set
Tempo di lettura: 3 min










Primark mette sotto pressione Associated British Foods (AB Foods) dopo un aggiornamento sul 2026 che evidenzia una crescita delle vendite più debole delle aspettative e difficoltà persistenti nell’Europa continentale. Il gruppo britannico prevede per l’intero esercizio un incremento dei ricavi di Primark intorno al 2%, sostenuto soprattutto dall’apertura di nuovi negozi e dallo sviluppo del modello in franchising. A parità di perimetro, però, le vendite sono attese in diminuzione di circa il 2,6%. Numeri che hanno inizialmente pesato sulle azioni della capogruppo, prima di un tentativo di recupero alimentato dalla conferma delle prospettive complessive del gruppo e da alcuni segnali più incoraggianti provenienti dal mercato britannico.


Il quadro presenta forti differenze geografiche. Nel quarto trimestre Primark stima una crescita complessiva delle vendite di circa il 2%, mentre il dato like-for-like dovrebbe diminuire intorno al 3%. Nel Regno Unito e in Irlanda, che rappresentano circa il 45% del fatturato della catena, le vendite trimestrali sono previste in aumento di circa il 2%, con il dato comparabile sostanzialmente stabile. Più problematica resta l’Europa continentale, responsabile di circa il 47% delle vendite: qui il fatturato è atteso in calo dell’1% nel trimestre e le vendite a parità di perimetro dovrebbero arretrare del 4,3%. In mercati importanti come Spagna, Francia e Italia il gruppo sta aumentando gli investimenti nel marketing e lavorando sul posizionamento dei prezzi per rilanciare la domanda.


Il management individua nella debole fiducia dei consumatori uno dei principali ostacoli alla crescita europea. Nel Regno Unito, invece, Primark è riuscita a guadagnare quote in un mercato dell’abbigliamento complessivamente in contrazione, anche se il caldo prolungato ha ritardato gli acquisti delle collezioni autunnali. La società ha risposto rafforzando la propria proposta commerciale attraverso la campagna “Iconic Value”, che ha introdotto prezzi più bassi su centinaia di articoli della stagione autunno-inverno. Le prime indicazioni sui volumi sono state giudicate incoraggianti, in particolare nei segmenti dell’abbigliamento da notte, leisure e performance, mentre il womenswear continua a mostrare risultati migliori rispetto alle altre categorie.


Un cambiamento significativo riguarda la strategia digitale. Primark ha costruito il proprio successo su un modello fortemente centrato sui negozi fisici e per anni ha mantenuto un approccio estremamente prudente all’e-commerce. Ora il gruppo intende ampliare il servizio Click & Collect e prepara l’introduzione della consegna a domicilio in Gran Bretagna. Per sostenere il progetto è stata acquisita una struttura logistica altamente automatizzata a Sheffield. L’obiettivo è utilizzare il canale online per generare vendite aggiuntive senza abbandonare il modello store-led che rimane alla base della strategia del marchio. L’evoluzione digitale diventa così uno degli strumenti attraverso cui Primark cerca di recuperare competitività in un settore nel quale l’integrazione tra negozi e commercio elettronico è ormai determinante.


Nonostante la debolezza delle vendite comparabili, Primark continua inoltre ad ampliare la propria rete internazionale. Negli Stati Uniti i ricavi del quarto trimestre sono attesi in crescita di circa l’11%, con sette nuove aperture che portano la rete americana a 47 negozi. Prosegue anche lo sviluppo del franchising: dopo Dubai e Kuwait, l’accordo con Alshaya è stato esteso all’Arabia Saudita, dove il primo punto vendita è previsto nella primavera del 2027, mentre un’intesa separata consentirà l’ingresso nel mercato messicano. L’espansione della superficie commerciale dovrebbe contribuire per circa cinque punti percentuali alla crescita delle vendite del 2026, compensando la contrazione registrata nei negozi già esistenti.


Per l’intero esercizio 2026, Primark continua a prevedere un margine operativo rettificato vicino al 10%, mentre AB Foods si attende un utile operativo rettificato complessivo sostanzialmente in linea con le precedenti indicazioni e un utile per azione superiore alle attese. Sul gruppo pesano però anche le difficoltà della divisione Sugar e alcuni elementi di debolezza nelle attività alimentari, mentre resta centrale il progetto di separazione tra Primark e il business Food. La demerger è prevista entro la fine del 2027 e porterà alla nascita di due società quotate distinte, consentendo agli investitori di valutare separatamente il potenziale della catena di abbigliamento e quello delle attività alimentari.


La reazione del mercato riflette quindi due letture differenti. Da una parte, la contrazione delle vendite comparabili e la persistente debolezza dell’Europa alimentano dubbi sulla velocità con cui Primark riuscirà a rilanciare la crescita organica. Dall’altra, l’espansione negli Stati Uniti, il franchising, la maggiore aggressività sui prezzi e l’apertura alla consegna online rappresentano leve attraverso le quali il gruppo punta a costruire una nuova fase di sviluppo. Il tentativo di recupero del titolo AB Foods dopo le vendite iniziali mostra come gli investitori stiano valutando non soltanto la frenata del 2026, ma anche la capacità di Primark di trasformare gli investimenti commerciali e digitali in una ripresa più consistente nel prossimo esercizio.

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