Pechino: iniezione da 72 miliardi di dollari nelle principali banche per sostenere l'economia in crisi
- Martina Migliorati
- 31 mar 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Quattro delle principali banche statali cinesi hanno annunciato una maxi-operazione di raccolta fondi da 520 miliardi di yuan (pari a circa 72 miliardi di dollari) attraverso la vendita di azioni a investitori qualificati.
Tra i partecipanti più rilevanti figura il ministero delle Finanze, che conferma così il coinvolgimento diretto del Governo negli sforzi di stabilizzazione del sistema creditizio nazionale.
Le operazioni coinvolgono Bank of China, Bank of Communications, Postal Savings Bank of China e China Construction Bank, istituti che, secondo la documentazione depositata domenica presso le Borse di riferimento, raccoglieranno rispettivamente 165, 120, 130 e 105 miliardi di yuan.
Il ministero delle Finanze sarà un investitore di rilievo in tutte le operazioni, sottolineando la portata sistemica dell’intervento e l’interesse diretto dell’apparato statale nel rafforzare la solidità patrimoniale delle grandi banche.
L’obiettivo è aumentare il capitale di primo livello, indicatore chiave per i regolatori nella misurazione della solidità finanziaria degli istituti e nel contenimento della leva bancaria.
Questa misura si inserisce in un pacchetto più ampio di iniziative varate da Pechino a partire da settembre 2024 per rilanciare la fiducia nell’economia e dare ossigeno al credito.
La mossa arriva in un momento di evidente difficoltà per la seconda economia mondiale. La Cina si trova infatti ad affrontare una complessa combinazione di fattori critici: il rischio crescente di deflazione, un livello di consumi interno stagnante, la perdurante crisi del settore immobiliare, l’aumento della disoccupazione e il peso persistente della guerra commerciale innescata anni fa dall’ex presidente statunitense Donald Trump.
Il rafforzamento del capitale bancario viene quindi visto come un argine necessario per sostenere l’erogazione del credito in un contesto di crescente fragilità macroeconomica.
Gli osservatori internazionali leggono nell’operazione una conferma del ruolo centrale che Pechino continua ad assegnare alle banche statali, non solo come intermediari finanziari, ma come strumenti di politica economica.
La ricapitalizzazione massiccia sembra destinata a tradursi in una maggiore disponibilità di credito a favore di imprese, famiglie e investimenti pubblici, nel tentativo di rilanciare una crescita oggi rallentata da fattori strutturali e congiunturali.
Nel complesso, si tratta di uno dei più consistenti interventi statali a favore del settore bancario negli ultimi anni, e segnala quanto le autorità cinesi siano determinate a scongiurare un deterioramento ulteriore della fiducia nel sistema economico nazionale.




Commenti