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Oracle, il cloud accelera e il titolo vola a Wall Street: l’AI spinge ricavi e ordini record

11 set
Tempo di lettura: 3 min










Oracle rafforza il proprio ruolo nella corsa mondiale all’intelligenza artificiale grazie a risultati trimestrali che mostrano un’accelerazione eccezionale delle attività cloud. Nel primo trimestre dell’esercizio fiscale 2027 il gruppo statunitense ha registrato ricavi complessivi per 19,3 miliardi di dollari, in aumento del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A impressionare gli investitori è stata soprattutto la crescita di Oracle Cloud Infrastructure, i cui ricavi sono balzati del 121%, raggiungendo 7,4 miliardi. L’intero comparto cloud, comprendente infrastrutture e applicazioni, ha generato 11,6 miliardi, con un progresso del 62%. Numeri che hanno alimentato gli acquisti sul titolo a Wall Street e confermato come la società stia diventando uno dei protagonisti della nuova infrastruttura tecnologica necessaria per addestrare e utilizzare i modelli di AI.


Il cambiamento di passo è particolarmente significativo perché Oracle è stata storicamente identificata soprattutto con i database e il software gestionale destinato alle imprese. La crescita dell’intelligenza artificiale ha invece trasformato i data center e la potenza di calcolo in un nuovo motore industriale. Nel trimestre la società ha aggiunto circa 850 megawatt di capacità nei propri data center e ha consegnato ai clienti oltre 300 mila GPU, quasi triplicando la capacità distribuita rispetto al trimestre precedente. La domanda continua tuttavia a crescere più velocemente dell’offerta disponibile, spingendo Oracle ad accelerare ulteriormente gli investimenti nelle infrastrutture necessarie per competere con i grandi operatori mondiali del cloud.


Il segnale più rilevante per il mercato arriva dagli ordini già contrattualizzati. Le Remaining Performance Obligations, cioè il valore delle prestazioni future previste dai contratti sottoscritti e non ancora contabilizzate come ricavi, hanno raggiunto 664 miliardi di dollari, con un incremento di 209 miliardi rispetto a un anno prima. Nel solo primo trimestre Oracle ha firmato oltre 30 miliardi di dollari di nuovi contratti cloud legati all’intelligenza artificiale. Il portafoglio ordini offre quindi una visibilità eccezionalmente elevata sui ricavi futuri e rappresenta una delle ragioni principali dell’interesse degli investitori. La sfida sarà trasformare rapidamente questa domanda in capacità operativa effettivamente disponibile.


Anche la redditività mostra un netto miglioramento. L’utile operativo secondo i principi contabili americani è salito del 57% a 6,7 miliardi di dollari, mentre l’utile netto attribuibile agli azionisti ordinari ha raggiunto 4,7 miliardi, con una crescita del 60%. L’utile per azione è aumentato a 1,56 dollari nella versione contabile e a 1,92 dollari su base rettificata. La trasformazione verso il cloud sta però producendo anche un effetto opposto sulle attività tradizionali: i ricavi software sono diminuiti del 3% a 5,5 miliardi, riflettendo la progressiva migrazione dei clienti dalle installazioni locali verso servizi erogati attraverso il cloud.


L’espansione richiede allo stesso tempo una quantità enorme di capitale. Nel trimestre Oracle ha realizzato investimenti per circa 28,5 miliardi di dollari, necessari soprattutto per sostenere l’ampliamento dell’infrastruttura cloud. Nonostante un flusso di cassa operativo record superiore a 23 miliardi, il free cash flow è risultato negativo per circa 5,4 miliardi. La società ha inoltre completato la vendita di 20 miliardi di dollari di nuove azioni attraverso il programma già annunciato per finanziare il piano di investimenti. È uno degli aspetti che il mercato continuerà a monitorare: la crescita dell’AI offre prospettive straordinarie, ma richiede data center, energia, chip e reti che comportano impegni finanziari altrettanto eccezionali.


Le indicazioni per i prossimi mesi confermano comunque la fiducia del management. Per il secondo trimestre Oracle prevede una crescita dei ricavi complessivi compresa tra il 30% e il 34%, mentre il fatturato cloud dovrebbe aumentare tra il 65% e il 71% in dollari. Per l’intero esercizio fiscale 2027 il gruppo punta ora ad almeno 90 miliardi di dollari di ricavi e a un utile rettificato per azione di 8,10 dollari. La crescita di Oracle evidenzia così una nuova fase della competizione tecnologica mondiale: la partita sull’intelligenza artificiale non riguarda soltanto i modelli e le applicazioni, ma soprattutto la capacità di fornire la gigantesca infrastruttura di calcolo sulla quale quei sistemi devono funzionare.

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