Mps, Brancadoro e Caltagirone entrano nel Cda: il board torna al completo nel pieno del risiko bancario
Il Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena torna alla sua composizione completa con la cooptazione di Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone. La decisione è stata assunta dal board riunito sotto la presidenza di Cesare Bisoni, con l'approvazione del Collegio sindacale. Entrambi entrano come amministratori non esecutivi: Brancadoro viene qualificato come indipendente, mentre Caltagirone è considerato non indipendente ai sensi dello Statuto della banca. I due nuovi consiglieri occuperanno i posti rimasti vacanti dopo l'uscita di Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi, riportando così a quindici il numero dei componenti del Cda in una fase particolarmente delicata per il futuro dell'istituto senese.
La procedura seguita da Mps deriva direttamente dalle regole previste dallo Statuto per la sostituzione degli amministratori appartenenti a una lista di minoranza. Brancadoro e Caltagirone erano infatti i primi candidati non eletti della lista presentata dal precedente Consiglio di amministrazione, risultata seconda per numero di voti nell'assemblea del 15 aprile 2026. Il Comitato Nomine ha supportato il processo di selezione e il Cda ha verificato preventivamente la presenza dei requisiti di idoneità richiesti. Il passaggio decisivo è arrivato con l'esito positivo della valutazione della Banca centrale europea, che ha completato l'esame fit and proper necessario per consentire il loro ingresso nell'organo amministrativo.
La posizione di Alessandro Caltagirone presenta una specificità. Il nuovo consigliere possiede i requisiti di indipendenza previsti dal Testo unico della finanza, ma non quelli stabiliti dal decreto ministeriale 169 del 2020 e dal Codice di Corporate Governance; per questo viene classificato dalla banca come amministratore non indipendente. Gianluca Brancadoro, invece, rientra tra gli indipendenti. Entrambi rimarranno in carica fino alla prossima assemblea degli azionisti, chiamata a pronunciarsi sulla loro conferma. La cooptazione completa così un percorso iniziato dopo le vacanze createsi nel board e restituisce al Monte una governance numericamente completa proprio mentre aumentano le decisioni strategiche da assumere.
Il significato delle nomine va infatti oltre il semplice ripristino della composizione del consiglio. Mps è al centro di una delle fasi più complesse del consolidamento bancario italiano, con operazioni straordinarie che coinvolgono alcuni dei principali protagonisti del settore. La banca guidata dall'amministratore delegato Luigi Lovaglio è impegnata su più fronti e la stabilità del board assume quindi un'importanza particolare. Il ritorno a quindici amministratori rafforza la capacità del consiglio di affrontare dossier che riguardano non soltanto l'assetto proprietario e la governance, ma anche il posizionamento industriale dell'istituto nel nuovo equilibrio che si sta formando nel sistema finanziario nazionale.
L'ingresso dei due consiglieri riporta inoltre l'attenzione sui rapporti interni al Cda e sulla presenza delle diverse componenti rappresentate nell'assemblea di aprile. La lista dalla quale provengono Brancadoro e Caltagirone aveva espresso una minoranza del consiglio, mentre la maggioranza del board è legata alla lista risultata vincente. In un momento nel quale le operazioni di aggregazione possono richiedere valutazioni rapide su convenienza economica, capitale, sinergie e tutela degli azionisti, la dialettica tra le diverse anime dell'organo amministrativo assume un peso ancora maggiore. Il confronto dovrà però svilupparsi all'interno di una governance sottoposta alle stringenti regole previste per gli istituti vigilati dalla Bce.
La ricomposizione del Cda coincide con una stagione nella quale il Monte dei Paschi è tornato a occupare una posizione centrale nella finanza italiana dopo gli anni del risanamento e dell'intervento pubblico. La banca è oggi protagonista attiva del processo di consolidamento e non più soltanto un possibile obiettivo di acquisizione. Per questo ogni movimento nella governance viene osservato dal mercato anche alla luce delle future strategie dell'istituto. L'ingresso di Brancadoro e Caltagirone consente al consiglio di recuperare la configurazione prevista dall'ultima assemblea e offre alla banca un assetto completo per affrontare i prossimi passaggi societari, mentre il risiko bancario italiano continua a ridisegnare alleanze, partecipazioni e rapporti di forza tra i maggiori gruppi finanziari.





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