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Monte dei Paschi riscrive le regole del governo societario


Dopo la conquista di Mediobanca, Monte dei Paschi di Siena avvia una revisione profonda dello statuto per adeguare la governance al nuovo profilo del gruppo e alla mutata struttura dell’azionariato.Il consiglio di amministrazione propone una serie di modifiche che saranno sottoposte all’assemblea, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la governabilità, aumentare la competitività e sostenere una politica di remunerazione più generosa per gli azionisti.

Il cuore dell’intervento riguarda l’introduzione della lista del consiglio di amministrazione, strumento che consente una maggiore flessibilità nella composizione dell’organo e tiene conto del venir meno del controllo pubblico. La lista, più ampia rispetto ai posti da assegnare e approvata con una maggioranza qualificata, mira a garantire continuità gestionale e al tempo stesso una rappresentanza minima delle minoranze, considerate elemento essenziale di equilibrio.

Il meccanismo di riparto dei seggi assicura alla lista vincente la maggioranza assoluta degli amministratori, riservando comunque una quota significativa ai soci di minoranza. In caso di successo della lista del consiglio, alle minoranze è garantita una presenza rafforzata anche con un consenso inferiore alle soglie tradizionali, oltre alla presidenza del comitato rischi, rafforzando così i presidi di controllo.

Accanto alla governance, lo statuto viene aggiornato sul fronte finanziario. La riduzione delle riserve sugli utili, sia statutarie sia legali, è funzionale a liberare maggiori risorse per la distribuzione dei dividendi, coerentemente con una situazione patrimoniale ritenuta solida e con un miglioramento strutturale della redditività. Il consiglio indica come possibile un pay-out molto elevato, fino all’integrale distribuzione dell’utile netto.

Rilevante anche la modifica delle politiche di remunerazione.L’assemblea potrà innalzare il rapporto tra parte variabile e parte fissa delle retribuzioni, portandolo da uno a uno fino a due a uno, per mantenere attrattivo il gruppo nel mercato del lavoro bancario e trattenere figure strategiche.Infine, l’eliminazione del limite ai mandati degli amministratori allinea Mps alle prassi dei principali istituti, valorizzando esperienza e competenze come criteri centrali di selezione.

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