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Mattarella: di fronte alla barbarie del mondo De Gasperi ci parla ancora

11 feb
Tempo di lettura: 3 min

Nel richiamare la figura di Alcide De Gasperi in un momento segnato da conflitti, tensioni internazionali e crisi dell’ordine multilaterale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha collocato il pensiero dello statista trentino in una dimensione attuale, sottolineando come il suo insegnamento continui a offrire una bussola politica e morale di fronte alla “barbarie” che attraversa il mondo contemporaneo. Il riferimento non è soltanto storico o commemorativo, ma assume un valore di indirizzo, in un’epoca in cui la guerra è tornata a essere strumento di pressione geopolitica e in cui l’Europa si confronta con sfide che mettono in discussione i fondamenti stessi della convivenza internazionale costruita nel secondo dopoguerra. De Gasperi, padre della Repubblica e tra i protagonisti dell’integrazione europea, viene evocato come esempio di visione lunga, capace di superare le logiche contingenti per costruire istituzioni stabili e cooperative.


Il richiamo alla “barbarie” non è casuale, perché rimanda a un contesto globale in cui il ricorso alla forza, la violazione del diritto internazionale e la frammentazione delle alleanze sembrano minare l’equilibrio su cui si è retto il sistema occidentale per decenni. Mattarella individua nella lezione degasperiana la centralità del dialogo, della cooperazione tra Stati e della costruzione europea come risposta strutturale alle derive nazionalistiche e alle pulsioni distruttive. De Gasperi operò in un’Europa devastata dalla guerra, scegliendo la strada dell’integrazione come strumento per rendere impossibile un nuovo conflitto tra le nazioni del continente. Quel progetto, nato in condizioni di estrema fragilità economica e politica, viene oggi richiamato come antidoto alla tentazione di chiusura e di frammentazione.


Il presidente della Repubblica lega il messaggio di De Gasperi alla necessità di difendere le istituzioni democratiche e i valori costituzionali in un’epoca segnata da polarizzazioni e tensioni sociali. La costruzione europea non fu soltanto un disegno economico, ma una scelta politica fondata su solidarietà, rispetto reciproco e primato del diritto. Nel discorso pubblico di Mattarella emerge l’idea che l’attuale fase storica richieda una rinnovata assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle istituzioni, in grado di affrontare le crisi con strumenti multilaterali e con una visione che superi l’immediatezza del consenso interno. Il riferimento a De Gasperi assume così una valenza pedagogica, richiamando la politica alla dimensione del servizio e della lungimiranza.


Il contesto internazionale rende questo richiamo particolarmente significativo. Le tensioni ai confini dell’Europa, le crisi in Medio Oriente e le competizioni strategiche tra grandi potenze pongono l’Unione davanti a scelte che incidono sulla sua identità e sul suo ruolo globale. La memoria di De Gasperi diventa allora un invito a rafforzare l’unità europea e a consolidare le istituzioni comuni, evitando che le divisioni interne indeboliscano la capacità di risposta alle sfide esterne. La sua figura incarna l’idea che la pace non sia un dato acquisito, ma un risultato da costruire giorno dopo giorno attraverso cooperazione, responsabilità e rispetto delle regole.


Il messaggio di Mattarella si inserisce in una tradizione repubblicana che guarda ai padri fondatori non come simboli statici, ma come interlocutori del presente. In un mondo segnato da conflitti e instabilità, la lezione di De Gasperi viene proposta come un patrimonio vivo, capace di orientare scelte politiche e istituzionali anche a distanza di decenni. Il riferimento alla barbarie contemporanea non è solo un giudizio sul contesto internazionale, ma un monito a preservare e rafforzare quei principi che hanno consentito all’Europa di uscire dalla tragedia del Novecento e di costruire uno spazio di democrazia e cooperazione senza precedenti nella storia del continente.

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