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Manovra 2025, ecco le misure al vaglio della Camera



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La Legge di Bilancio 2025, firmata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e approdata in Parlamento il 23 ottobre 2024, introduce una serie di misure economiche e fiscali destinate a incidere su vari ambiti del sistema italiano. Tra i capitoli principali spiccano il taglio del cuneo fiscale, la revisione delle detrazioni e il pacchetto pensioni, che vede la rivalutazione degli assegni e incentivi fiscali per chi decide di restare al lavoro. Nonostante l'invito del Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Ciriani, a limitare le modifiche, i partiti sono già pronti a proporre emendamenti.

Uno dei punti centrali della manovra riguarda le pensioni. La rivalutazione degli assegni sarà piena per tutti, senza penalizzazioni per i trattamenti più alti, mentre le pensioni minime vedranno un aumento di 3 euro, arrivando a 617,9 euro nel 2025. Viene inoltre confermato il Bonus Maroni, un incentivo per chi, avendo maturato i requisiti pensionistici, decide di restare al lavoro. Questo bonus prevede la detassazione della quota di contributi a carico del lavoratore, pari al 9,19% dello stipendio, esteso anche ai dipendenti pubblici che scelgono di continuare a lavorare fino a 70 anni.

Per quanto riguarda il settore edilizio, il Bonus Casa viene prorogato, ma con modifiche: le detrazioni per le ristrutturazioni e l'ecobonus scenderanno dal 50% al 36% per le seconde case a partire dal 2026. Inoltre, viene confermato il Sismabonus con uno schema simile e un prolungamento fino al 2027, mentre il Bonus mobili sarà prorogato per un solo anno. Altri interventi di rilievo includono l'aumento dei fondi alla Sanità e il rafforzamento del congedo parentale, che permetterà ai genitori di usufruire di un mese aggiuntivo di retribuzione all’80% fino al sesto anno di vita del bambino.

Infine, la manovra introduce nuove norme anche per la Digital tax e prevede un aumento della tassazione sulle cripto-attività, con l'aliquota che salirà al 42%. Nel settore pubblico, si registra un taglio del turn-over per il 2025, con il limite del 75% della spesa per assunzioni, destinato a tornare al 100% nel 2026. Queste misure cercano di bilanciare le esigenze di bilancio con il supporto alle famiglie, ai lavoratori e agli investimenti strutturali, ma il testo sarà certamente oggetto di ulteriori dibattiti in Parlamento.

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