Lusso ancora sotto pressione in Borsa: Cucinelli arretra, gli investitori guardano ad Asia e Medio Oriente
Nuova giornata di debolezza per il lusso europeo, con le principali maison penalizzate da un insieme di fattori valutari, geopolitici e macroeconomici. A Piazza Affari le vendite hanno colpito in particolare Brunello Cucinelli, in flessione di oltre il 2%, mentre anche Moncler ha viaggiato in territorio negativo e Ferragamo ha registrato perdite più marcate. Il movimento ha coinvolto l'intero comparto europeo: a Parigi sono arretrati Lvmh, Hermès e Kering, mentre le vendite hanno interessato anche Burberry a Londra e Richemont a Zurigo. Gli investitori restano prudenti e cercano soprattutto indicazioni sulla capacità dei consumi asiatici di compensare le difficoltà emerse in altre aree strategiche.
Uno degli elementi che stanno condizionando il settore è il rafforzamento dello yen. La valuta giapponese si è apprezzata sul dollaro mentre il mercato valuta la possibilità di una nuova stretta monetaria da parte della Bank of Japan. Per le grandi aziende europee del lusso, il Giappone è diventato negli ultimi anni un mercato particolarmente importante, sostenuto anche dagli acquisti dei turisti favoriti dalla precedente debolezza della valuta. Un cambio più forte può ridurre questa convenienza e modificare i flussi della clientela internazionale. Il tema valutario si aggiunge alle tensioni geopolitiche e rende più difficile valutare l'andamento della domanda nei prossimi mesi.
L'attenzione è concentrata soprattutto sull'Asia, dove arrivano segnali contrastanti. I dati del settore dei servizi hanno mostrato un'accelerazione sia in Cina sia in Giappone, offrendo qualche indicazione positiva sull'attività economica. Gli analisti continuano tuttavia a considerare fragile la ripresa dei consumi cinesi, dopo una lunga fase nella quale la minore fiducia delle famiglie e le difficoltà del settore immobiliare hanno frenato gli acquisti discrezionali. La stabilizzazione del quadro macroeconomico potrebbe favorire un graduale miglioramento della domanda, ma il recupero appare destinato a essere progressivo e non uniforme tra marchi, categorie di prodotto e fasce di clientela.
Un ruolo crescente potrebbe essere assunto dalla Corea del Sud, dove la forza delle vendite al dettaglio alimenta aspettative più favorevoli. Secondo le valutazioni degli operatori, il mercato coreano potrebbe contribuire a compensare almeno in parte le difficoltà del Medio Oriente, regione sulla quale pesano nuovamente le tensioni geopolitiche. Per i gruppi maggiormente esposti alla clientela internazionale, la capacità di bilanciare le diverse aree geografiche diventa quindi un elemento essenziale. Brunello Cucinelli, per esempio, ha indicato un'incidenza del Medio Oriente intorno al 5% del proprio fatturato annuale, sottolineando al tempo stesso la rilevanza della clientela locale e il progressivo miglioramento osservato nel secondo trimestre.
Il gruppo di Solomeo arriva alla nuova fase di volatilità con risultati industriali solidi. Nel primo semestre 2026 Brunello Cucinelli ha registrato ricavi per 749,4 milioni di euro, in crescita del 9,5% a cambi correnti e del 13,3% a cambi costanti. Le Americhe hanno segnato un incremento del 20,6% a cambi costanti, mentre l'Asia è cresciuta del 14,1%, con indicazioni particolarmente positive dalla Cina. L'Ebit ha raggiunto 128,2 milioni, con un margine operativo salito al 17,1%, mentre l'utile netto è aumentato a 78,2 milioni. Numeri che mostrano come la debolezza del titolo in Borsa sia legata soprattutto alle preoccupazioni generali sul comparto e sulle prospettive della domanda internazionale, più che a un deterioramento immediato dei fondamentali della società.
La prudenza riguarda infatti l'intero settore. Le indicazioni raccolte sul mercato suggeriscono un possibile rallentamento della crescita del lusso nel terzo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, con segnali meno brillanti negli Stati Uniti, in Giappone, Corea e Macao. In Europa, invece, la componente legata al turismo continua a mostrare una maggiore capacità di tenuta. In questo scenario rimane particolarmente interessante la gioielleria, considerata dagli analisti una delle categorie con le migliori prospettive grazie alla minore penetrazione relativa, alla maggiore capacità di determinare i prezzi e a un'offerta in grado di coprire fasce di spesa differenti.
Per le maison europee si apre quindi una fase nella quale sarà decisiva la capacità di distinguersi attraverso forza del marchio, qualità del prodotto e clientela di fascia alta. Il mercato appare sempre meno disposto a considerare il lusso come un comparto omogeneo e tende a premiare le aziende capaci di mantenere crescita e margini anche in condizioni economiche difficili. Le oscillazioni di Cucinelli, Moncler e dei grandi gruppi francesi riflettono questa maggiore selettività: Asia e Medio Oriente resteranno sotto osservazione, mentre cambi valutari, tensioni geopolitiche e comportamento dei consumatori determineranno la velocità con cui il settore potrà tornare a una crescita più robusta.





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