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Letteratura e conflitti: Gaza, Ucraina e le guerre del nostro tempo

  • Immagine del redattore: Luca Baj
    Luca Baj
  • 31 ago 2025
  • Tempo di lettura: 2 min


In un mondo segnato da conflitti e violenze, Festivaletteratura sceglie di non voltarsi dall’altra parte.L’edizione 2025 dedica ampio spazio alle narrazioni che provengono dai fronti di guerra, dai luoghi dove la cronaca rischia di ridurre tutto a statistiche e dove la letteratura diventa invece strumento per ridare voce all’umanità.

Al centro di questa riflessione c’è Gaza. Le scrittrici palestinesi Adania Shibli e Atef Abu Saif porteranno le loro testimonianze dirette, intrecciando storie di resistenza, dolore e identità. Accanto a loro, il giornalista e romanziere Omar El Akkad, che con il suo pamphlet denuncia la deumanizzazione del popolo palestinese, e lo storico israeliano Ilan Pappé, tra i più autorevoli critici delle politiche di occupazione. A raccontare il presente saranno anche le indagini della giornalista Cecilia Sala, che ha raccolto testimonianze nei mesi successivi al 7 ottobre, restituendo le contraddizioni delle comunità arabe e israeliane.

Non meno rilevante lo spazio dedicato alla guerra in Ucraina. Yaroslav Trofimov, del Wall Street Journal, intreccerà il racconto dell’Holodomor degli anni Trenta con la tragedia attuale, mentre la giornalista Katerina Gordeeva porterà le voci di rifugiati e testimoni. A trent’anni dalla strage di Srebrenica, Ivica Đikić ed Elvira Mujčić ripercorreranno le ferite ancora aperte dei Balcani. Jo Meg Kennedy, giovane reporter selezionata da Meglio di un romanzo, racconterà invece l’esperienza di una piccola radio indipendente in Siria.

Questi incontri si affiancano alle riflessioni di filosofe e scrittrici come Rossella Prezzo, Giorgia Serughetti e Maria Nadotti, che indagheranno il tema delle guerre vissute da spettatori mediatici, bombardati da immagini che rischiano di assuefare.

Festivaletteratura diventa così un osservatorio sulla memoria e sul presente dei conflitti, un luogo dove la parola letteraria assume il compito di resistere all’indifferenza, di custodire le storie e di trasformarle in un patrimonio collettivo.

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