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Le Banche italiane tornano a scommettere sui BTp


Le banche italiane sono tornate ad acquistare BTp, dopo una fase di ritirata legata all’impennata dei tassi di interesse. Un ritorno che riaccende l’attenzione sul ruolo strategico del sistema bancario nel sostenere l’economia e nel garantire la stabilità dei conti pubblici.

Il risiko bancario occupa da tempo un posto centrale nelle cronache finanziarie. Attraverso i prestiti, le banche alimentano o soffocano la crescita. Attraverso l’acquisto di BTp, incidono sui costi del debito statale.

Negli ultimi anni, la dinamica dei prestiti si era fatta critica: a fronte di depositi in aumento, l’erogazione di nuovi finanziamenti era scesa sotto l’80%, invertendo la tendenza che vedeva le banche prestare più di quanto raccogliessero. Già all’inizio della pandemia il rapporto era crollato sotto il 90%. A peggiorare il quadro, anche gli acquisti di BTp si erano quasi azzerati. L’aumento dei tassi aveva reso sconveniente investire in titoli destinati a svalutarsi. Ma ora, dopo aver toccato i massimi tra il 2023 e il 2024, i rendimenti si sono stabilizzati, rendendo i BTp più appetibili.

Al 28 febbraio 2025, le banche italiane detenevano 373,9 miliardi di euro in BTp, contro i 349,6 miliardi di un anno prima. Un aumento di 24,3 miliardi che, pur facendo salire solo marginalmente la loro quota complessiva, conferma un’inversione di tendenza.

Le prospettive sono favorevoli: la discesa dei rendimenti e i miglioramenti dei rating, come il passaggio di S&P a BBB+, aumentano l’attrattività dei titoli italiani. Dopo anni di timori legati alla volatilità e all’elevato debito pubblico, il clima sembra più sereno.

La partita sulla proprietà delle banche, tuttavia, resta decisiva. Senza istituti radicati nel Paese, i prestiti scenderebbero ancora e il sostegno al debito pubblico verrebbe meno, con pesanti ripercussioni sui conti statali. Non è un caso che il governo segua con preoccupazione operazioni come quella di Generali con Natixis, che rischia di trasferire all’estero ingenti risparmi italiani.

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