top of page

La Banca centrale olandese sposta 86 tonnellate d’oro a Londra: pesano le tensioni geopolitiche

9 set
Tempo di lettura: 3 min

La Banca centrale olandese, De Nederlandsche Bank (Dnb), ha deciso di riorganizzare una parte significativa delle proprie riserve auree alla luce delle crescenti instabilità geopolitiche, trasferendo 86 tonnellate d’oro precedentemente custodite tra Stati Uniti e Canada nel Regno Unito, presso la Bank of England. L’operazione, realizzata tra marzo e agosto, punta a ottenere una distribuzione geografica più equilibrata delle riserve e, soprattutto, a migliorarne la liquidità e la negoziabilità, rafforzando così la capacità della banca centrale di affrontare eventuali situazioni di crisi. In questo contesto, per liquidità si intende la possibilità di trasformare rapidamente l’oro in mezzi di pagamento oppure di utilizzarlo come garanzia nell’ambito di operazioni finanziarie, mentre la negoziabilità indica la facilità con cui il metallo prezioso può essere scambiato sui mercati internazionali. Secondo la Dnb, una distribuzione maggiormente bilanciata consente infatti di diversificare e ridurre i rischi, evitando un’eccessiva concentrazione delle riserve in una singola area geografica e limitando quindi l’esposizione a eventuali problemi di natura politica, logistica o finanziaria. Il principio è sostanzialmente analogo a quello della diversificazione di un portafoglio di investimenti: distribuire gli asset tra più luoghi permette di contenere le conseguenze di eventuali criticità localizzate. Il trasferimento ha interessato 86 delle 313 tonnellate che la banca centrale olandese custodiva tra Stati Uniti e Canada, con destinazione Londra e, in particolare, i caveau della Bank of England. La scelta della capitale britannica non è casuale, dal momento che Londra rappresenta uno dei maggiori centri mondiali per il commercio e la custodia dell’oro fisico e dispone di infrastrutture e mercati specializzati che consentono di utilizzare o negoziare il metallo prezioso in maniera relativamente rapida in caso di necessità. In uno scenario internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e crescente incertezza, avere una quota delle proprie riserve in una delle principali piazze mondiali dell’oro può quindi facilitare operazioni di emergenza e interventi sui mercati. A spiegare la logica prudenziale dell’operazione è stato anche il governatore della Dnb, Olaf Sleijpen, sottolineando come l’auspicio sia quello di non dover mai ricorrere concretamente a queste riserve in una situazione di emergenza, ma come sia comunque necessario rafforzare preventivamente la capacità di resistenza della banca centrale. L’operazione assume particolare rilievo anche per il ruolo che l’oro continua a ricoprire nei bilanci degli istituti centrali. Il metallo prezioso viene tradizionalmente considerato un bene rifugio e una riserva di valore: a differenza di titoli di Stato e di numerose altre attività finanziarie, si tratta infatti di un bene fisico che non rappresenta una passività di un singolo emittente. Per questa ragione le riserve auree possono svolgere una funzione di protezione soprattutto negli scenari più estremi, dalle crisi finanziarie e valutarie fino alle forti tensioni geopolitiche. Secondo i dati diffusi dalla stessa banca centrale olandese, le riserve complessive della Dnb ammontano a 612,4 tonnellate d’oro, con un valore certificato alla fine del 2025 pari a 72,2 miliardi di euro. L’oro costituisce una delle componenti dell’attivo patrimoniale della banca centrale insieme, tra le altre, alle riserve in valuta estera e ai titoli finanziari. La decisione di modificarne la distribuzione geografica, dunque, non comporta alcuna variazione nella quantità complessivamente posseduta dalla Dnb, ma rappresenta una riorganizzazione delle modalità e dei luoghi di custodia con l’obiettivo di adattarli al mutato scenario geopolitico e alle esigenze operative dell’istituto. La scelta olandese conferma così come, nonostante l’evoluzione dei mercati e del sistema monetario internazionale, l’oro continui a rappresentare per le banche centrali una forma di assicurazione strategica di lungo periodo, particolarmente importante nelle fasi caratterizzate da forti incertezze economiche, finanziarie e geopolitiche.

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page