L'EBA aggiorna l'elenco dei gruppi e delle filiali di paesi terzi che operano nell'Unione europea e nello Spazio economico europeo
- piscitellidaniel
- 13 ott
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L'Autorità bancaria europea (ABE) ha pubblicato oggi un elenco aggiornato dei gruppi e delle filiali di paesi terzi operanti nell'Unione europea e nello Spazio economico europeo (UE/SEE). Questa pubblicazione annuale migliora la trasparenza del mercato fornendo alle parti interessate informazioni chiare sugli assetti proprietari degli istituti che operano nell'UE/SEE sotto controllo estero.
L'aggiornamento del 2025 identifica 445 gruppi di paesi terzi, provenienti da 50 paesi al di fuori dell'UE/SEE, attualmente attivi nell'area. Tra questi, 10 gruppi hanno costituito imprese madri UE (IPU) intermedie, come richiesto dalla normativa UE. Inoltre, 59 gruppi di paesi terzi hanno filiali nell'UE/SEE, per un totale di 88 filiali di paesi terzi distribuite nell'UE/SEE.
La presente relazione rientra negli sforzi dell'EBA volti a garantire che i partecipanti al mercato abbiano chiarezza in merito alla proprietà diretta e alla presenza di istituti esteri all'interno dell'UE/SEE, contribuendo a un ambiente bancario stabile e trasparente.
Base giuridica e contesto
Ai sensi dell'articolo 21 ter della direttiva 2013/36/UE (direttiva sui requisiti patrimoniali - CRD), i gruppi di paesi terzi che operano tramite più di un istituto nell'Unione e con un patrimonio totale pari o superiore a 40 miliardi di EUR sono tenuti ad avere un'impresa madre UE intermedia (IPU).
L'EBA ha un ruolo fondamentale da svolgere nel facilitare la cooperazione tra le autorità nazionali competenti e nel supportare il processo decisionale delle loro IPU.
Nel luglio 2021, le linee guida dell'EBA ( EBA/GL/2021/08 ) hanno fornito una metodologia comune per il calcolo del valore totale delle attività al fine di garantire un'applicazione coerente del diritto dell'Unione.
Nel maggio 2022, l'EBA ha pubblicato la decisione ( EBA/DC/441 ) sulla segnalazione di vigilanza per il monitoraggio della soglia dell'impresa madre intermedia dell'UE, al fine di garantire un'applicazione tempestiva del requisito IPU.
13 ottobre 2025
Fonte: eba.europa.eu




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