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Istat, Pil in crescita dello 0,3% nel quarto trimestre e dello 0,7% nel 2025

I dati diffusi dall’Istat delineano un quadro di crescita moderata ma positiva per l’economia italiana, con un aumento del Pil dello 0,3% nel quarto trimestre e una variazione acquisita per il 2025 pari allo 0,7%. Le stime confermano una fase di espansione contenuta, lontana dai ritmi sostenuti del periodo post-pandemico ma comunque significativa in un contesto europeo caratterizzato da rallentamento, incertezza geopolitica e condizioni finanziarie ancora restrittive. La dinamica trimestrale evidenzia una tenuta complessiva del sistema economico, sostenuta da una combinazione di fattori interni ed esterni che hanno consentito di evitare una stagnazione prolungata, pur in presenza di pressioni sui consumi e sugli investimenti.


L’analisi delle componenti della crescita mostra un contributo differenziato dei vari settori. I servizi continuano a rappresentare il principale motore dell’espansione, grazie soprattutto alle attività legate al turismo, ai trasporti e ad alcuni comparti del terziario avanzato. L’industria manifatturiera, invece, presenta segnali più contrastanti, risentendo del rallentamento della domanda internazionale e delle difficoltà di alcuni mercati di sbocco tradizionali. L’agricoltura offre un contributo marginale ma stabile, mentre il settore delle costruzioni mostra una fase di assestamento dopo gli anni di forte espansione legati agli incentivi edilizi. Sul lato della domanda, i consumi delle famiglie crescono a ritmi contenuti, condizionati dall’erosione del potere d’acquisto e da un clima di cautela che spinge al risparmio, mentre la spesa pubblica mantiene un ruolo di supporto all’attività economica.


La crescita acquisita dello 0,7% per il 2025 rappresenta un punto di partenza che, pur non garantendo automaticamente il raggiungimento degli obiettivi programmatici, fornisce una base su cui costruire le politiche economiche dei prossimi mesi. Il dato riflette l’andamento positivo registrato nella seconda parte dell’anno precedente e incorpora già alcune delle difficoltà strutturali che continuano a pesare sull’economia italiana, come la bassa produttività, il calo demografico e la debolezza degli investimenti privati. Allo stesso tempo, il contesto resta fortemente dipendente dall’evoluzione dello scenario internazionale, dalle scelte di politica monetaria e dalla capacità di attuare riforme e investimenti previsti nei programmi di rilancio.


Sul piano macroeconomico, le stime Istat assumono un rilievo particolare anche in relazione ai conti pubblici e alle prospettive di finanza statale. Una crescita moderata limita gli spazi di manovra sul fronte del bilancio, rendendo più complesso il percorso di riduzione del debito e imponendo una gestione attenta delle risorse disponibili. In questo quadro, la politica economica è chiamata a bilanciare esigenze di sostegno alla crescita con la necessità di mantenere credibilità sui mercati e in ambito europeo. I dati sul Pil confermano dunque un’economia che procede con passo lento ma regolare, in una fase di transizione in cui la sfida principale resta quella di trasformare una crescita fragile in uno sviluppo più solido e strutturale, capace di resistere agli shock esterni e di rafforzare il potenziale produttivo del Paese.

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