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Il Monaco, la montagna e la ricerca della semplicità: una lezione di vita da Matthieu Ricard


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In un'epoca dominata dalla frenesia, dall'iperconnessione e dalla ricerca spasmodica del successo materiale, la figura di Matthieu Ricard, monaco buddhista, fotografo e autore di fama internazionale, si erge come un faro di saggezza e serenità. L'intervista rilasciata a "7" del Corriere della Sera offre uno spaccato della sua vita straordinaria e dei suoi insegnamenti, che invitano a riflettere sul vero significato dell'esistenza e sulla necessità di ritrovare l'essenza delle cose.


Dalla Scienza alla Meditazione: un percorso inconsueto

Il percorso di Ricard è tutt'altro che banale. Figlio del filosofo Jean-François Revel e dell'artista Yahne Le Toumelin, cresce in un ambiente intellettuale stimolante, circondato da figure di spicco del panorama culturale francese. Dopo una brillante carriera scientifica, culminata con un dottorato in genetica molecolare all'Istituto Pasteur, Ricard decide di abbandonare tutto e di trasferirsi in India, attratto dalla spiritualità buddhista.

Questa scelta radicale, compiuta a soli 26 anni, segna l'inizio di una nuova vita, dedicata alla meditazione, allo studio dei testi sacri e al servizio degli altri. Ricard diventa discepolo di alcuni dei più grandi maestri buddhisti del XX secolo, trascorrendo anni in isolamento sulle montagne dell'Himalaya, praticando la meditazione e approfondendo la sua conoscenza della filosofia buddhista.


La montagna come metafora della vita

L'intervista a "7" si apre con una suggestiva immagine: Ricard che scala una montagna, a quasi 78 anni, con una naturalezza e una forza che stupiscono. La montagna, per Ricard, non è solo un luogo fisico, ma una metafora della vita stessa, con le sue sfide, le sue difficoltà, ma anche con la bellezza e la serenità che si possono trovare lungo il cammino.

Ricard sottolinea l'importanza di affrontare la salita con consapevolezza e attenzione, concentrandosi sul presente e godendo di ogni passo. Questo atteggiamento, che si riflette nella sua pratica della meditazione, è la chiave per affrontare le difficoltà della vita con equilibrio e serenità.


L'importanza delle piccole cose

Uno dei messaggi centrali dell'intervista è la necessità di riscoprire il valore delle piccole cose. Ricard critica la tendenza della società moderna a concentrarsi su obiettivi grandiosi e ambiziosi, trascurando le gioie semplici e i momenti di bellezza che la vita ci offre quotidianamente.

"Se trascuri le piccole cose, trascurerai la tua vita intera", afferma Ricard, sottolineando come la felicità non si trovi nella ricerca spasmodica di qualcosa di straordinario, ma nella capacità di apprezzare ciò che abbiamo già. Un tramonto, un sorriso, una conversazione con un amico: sono questi i momenti che danno valore alla nostra esistenza, e che spesso trascuriamo, presi dalla frenesia della vita quotidiana.


La Meditazione come strumento di trasformazione interiore

La meditazione, per Ricard, è lo strumento principale per raggiungere questa consapevolezza e per coltivare una mente serena e compassionevole. Attraverso la pratica meditativa, è possibile allenare la mente a concentrarsi sul presente, a ridurre lo stress e l'ansia, e a sviluppare qualità positive come la gentilezza, la compassione e la saggezza.

Ricard, che è stato definito "l'uomo più felice del mondo" da alcuni neuroscienziati che hanno studiato il suo cervello, è la prova vivente dei benefici della meditazione. La sua serenità, la sua lucidità mentale e la sua capacità di affrontare le difficoltà con equilibrio sono il risultato di anni di pratica costante e di un profondo lavoro interiore.


L'altruismo come via per la felicità

Un altro tema centrale dell'intervista è l'altruismo. Ricard sostiene che la felicità non si trova nell'egoismo, ma nella capacità di aprirsi agli altri e di agire per il bene comune. La sua fondazione, Karuna-Shechen, è impegnata in numerosi progetti umanitari in Tibet, Nepal e India, offrendo assistenza sanitaria, istruzione e sostegno alle comunità più svantaggiate.

Ricard sottolinea come l'altruismo non sia solo un dovere morale, ma anche una fonte di gioia e di soddisfazione personale. Aiutare gli altri, contribuire al benessere della società, ci permette di sentirci parte di qualcosa di più grande e di dare un senso più profondo alla nostra esistenza.


La scienza e la spiritualità: un dialogo possibile

Ricard, con il suo background scientifico e la sua profonda conoscenza della filosofia buddhista, è un esempio di come scienza e spiritualità possano dialogare e arricchirsi a vicenda. Ha partecipato a numerosi studi scientifici sulla meditazione, dimostrando come questa pratica possa avere effetti positivi sul cervello e sul benessere psicofisico.

Ricard sostiene che la scienza e la spiritualità non sono in conflitto, ma possono integrarsi e completarsi a vicenda. La scienza ci aiuta a comprendere il funzionamento del mondo fisico, mentre la spiritualità ci offre strumenti per coltivare la nostra interiorità e per dare un senso più profondo alla nostra esistenza.


Un invito alla riflessione

L'intervista a Matthieu Ricard è un invito a riflettere sul nostro modo di vivere e sui valori che guidano le nostre scelte. In un mondo sempre più complesso e frenetico, la sua saggezza e la sua serenità ci offrono una prospettiva diversa, invitandoci a rallentare, a concentrarci sul presente e a riscoprire il valore delle piccole cose.

La sua vita e i suoi insegnamenti ci ricordano che la felicità non è un obiettivo da raggiungere, ma un modo di essere, che si coltiva attraverso la consapevolezza, la gentilezza e l'altruismo. E che la vera ricchezza non si misura in termini di beni materiali, ma in termini di qualità umane e di relazioni significative. La sua esperienza di vita offre un punto di vista differente: non sono importanti solo gli obiettivi eclatanti, quelli da mostrare a tutti, ma sono anche le piccole vittorie che si ottengono giorno per giorno.

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