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I deputati Sasso e Ziello lasciano la Lega e seguono Vannacci, nuovo scossone negli equilibri del centrodestra

L’uscita dei deputati Rossano Sasso e Luca Ziello dalla Lega per seguire Roberto Vannacci rappresenta un passaggio politico significativo, che va oltre il semplice cambio di gruppo parlamentare e assume il valore di un segnale sugli equilibri interni del centrodestra. La scelta dei due parlamentari conferma l’esistenza di una frattura sempre più evidente all’interno del partito guidato da Matteo Salvini, tra una linea tradizionale e una componente che guarda con interesse alla proposta politica incarnata da Vannacci. La decisione arriva in una fase già delicata per la Lega, alle prese con un ridimensionamento del consenso e con un dibattito interno sulla direzione strategica da adottare. L’adesione di Sasso e Ziello al progetto di Vannacci rafforza l’idea che non si tratti di un fenomeno isolato, ma di un processo di riallineamento che potrebbe coinvolgere altri esponenti e ridefinire i rapporti di forza all’interno dell’area sovranista.


Il profilo politico dei due deputati rende la scelta particolarmente rilevante. Sasso e Ziello hanno rappresentato per anni una componente riconoscibile della Lega, contribuendo a consolidarne l’identità su temi sensibili come scuola, sicurezza e immigrazione. Il loro passaggio segnala che il richiamo esercitato da Vannacci non si limita a un elettorato esterno o marginale, ma intercetta anche quadri politici con esperienza parlamentare e radicamento. La figura di Vannacci, con una piattaforma che insiste su sovranità nazionale, controllo dei confini e critica alle politiche europee, viene percepita da una parte del mondo leghista come più coerente e netta rispetto a una Lega giudicata da alcuni troppo oscillante tra governo e opposizione. In questo senso, la scelta dei due deputati può essere letta come una presa di posizione ideologica prima ancora che tattica, orientata a ricollocarsi in un’area ritenuta più identitaria e meno compromissoria.


Le conseguenze politiche di questo passaggio si riflettono sia sul piano parlamentare sia su quello più ampio degli equilibri del centrodestra. L’uscita di Sasso e Ziello indebolisce ulteriormente la Lega in termini numerici e simbolici, mentre contribuisce a dare visibilità e credibilità al progetto di Vannacci come soggetto capace di attrarre rappresentanza istituzionale. Questo movimento rischia di accentuare la competizione interna all’area di destra, con effetti potenzialmente rilevanti sulla distribuzione del consenso e sulla definizione delle alleanze future. La scelta dei due deputati pone inoltre interrogativi sulla tenuta del gruppo leghista e sulla capacità della leadership di Salvini di ricompattare il partito, evitando ulteriori defezioni in una fase in cui la coesione interna appare già sotto pressione.


L’adesione di Sasso e Ziello al progetto di Vannacci contribuisce infine a ridefinire il dibattito politico attorno ai temi identitari e sovranisti, spostando l’attenzione su una proposta che punta a distinguersi in modo netto dagli altri attori del centrodestra. Questo passaggio rafforza l’idea di una frammentazione crescente, nella quale nuove sigle e leadership cercano spazio facendo leva su messaggi radicali e su una critica esplicita agli assetti esistenti. La mossa dei due deputati non rappresenta soltanto un atto individuale, ma un tassello di una dinamica più ampia che riguarda la ridefinizione delle appartenenze politiche e la ricerca di nuovi punti di riferimento in un’area in continua evoluzione. In questo quadro, il seguito parlamentare che si raccoglie attorno a Vannacci diventa un indicatore da osservare con attenzione, perché potrebbe anticipare ulteriori spostamenti e incidere sugli assetti futuri del centrodestra italiano.

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