Fisco, intelligenza artificiale contro l’evasione: Leo esclude automatismi e annuncia il Codice tributario

L’Italia prepara una nuova fase della lotta all’evasione fiscale, nella quale intelligenza artificiale e interoperabilità delle banche dati avranno un ruolo crescente, ma senza affidare alle macchine decisioni completamente automatiche. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, intervenendo davanti alla commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, ha indicato nella tecnologia uno degli strumenti centrali della riforma del fisco. L’obiettivo è utilizzare una quantità sempre maggiore di informazioni per rendere più rapidi ed efficaci i controlli, mantenendo però il rispetto delle norme sulla privacy e soprattutto la supervisione umana nelle valutazioni dell’amministrazione finanziaria.
Il principio indicato dal Governo è quello di sfruttare l’intelligenza artificiale per analizzare dati provenienti da fonti differenti, individuare anomalie e migliorare la capacità di selezionare le posizioni sulle quali concentrare l’attività di controllo. L’interoperabilità delle banche dati diventa quindi un elemento decisivo: incrociare in modo più efficace le informazioni disponibili può consentire al Fisco di riconoscere situazioni potenzialmente irregolari senza aumentare indiscriminatamente gli accertamenti. Leo ha però escluso la prospettiva di un’amministrazione fiscale governata esclusivamente dagli algoritmi. L’utilizzo delle procedure informatiche dovrà sempre prevedere l’intervento dell’uomo, evitando automatismi nelle decisioni che possono incidere direttamente sulla posizione del contribuente.
La cautela assume particolare rilievo perché l’impiego dell’IA nel settore tributario coinvolge enormi quantità di informazioni economiche e personali. L’amministrazione dovrà quindi conciliare l’efficienza dei nuovi strumenti con le garanzie previste dalla disciplina nazionale ed europea sulla protezione dei dati. La tecnologia può accelerare l’elaborazione delle informazioni e la capacità di risposta degli uffici, ma il controllo umano resta essenziale per valutare correttamente i singoli casi e limitare il rischio che un’anomalia statistica venga automaticamente trasformata in una contestazione fiscale. È su questo equilibrio tra innovazione, efficacia dei controlli e tutela dei contribuenti che si giocherà una parte importante della modernizzazione dell’amministrazione finanziaria.
I risultati della lotta all’evasione rappresentano intanto uno degli argomenti utilizzati dal Governo per sostenere l’efficacia della digitalizzazione. Secondo i dati richiamati da Leo, nel 2023 il recupero ha raggiunto 31,4 miliardi di euro, saliti a 33,4 miliardi nel 2024 e a 36,1 miliardi nel 2025. Nel triennio il totale è quindi arrivato a circa 101 miliardi di euro. L’innovazione tecnologica viene indicata come uno dei fattori che hanno contribuito a questi risultati, insieme all’evoluzione degli strumenti di controllo e alla crescente disponibilità di informazioni. La prospettiva è utilizzare sistemi sempre più sofisticati per concentrare l’attività sui fenomeni a maggiore rischio, riducendo al tempo stesso gli adempimenti e i controlli non necessari per i contribuenti corretti.
Parallelamente procede il lavoro di riordino normativo. Leo ha annunciato l’arrivo del Codice tributario, destinato a rappresentare l’ultimo tassello del percorso avviato con la legge delega per la riforma fiscale. Il testo dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri entro ottobre e inserirsi nel processo che ha già portato all’approvazione di 29 decreti legislativi, compresi otto testi unici. L’obiettivo dichiarato è rendere più accessibile un sistema costruito nel tempo attraverso una stratificazione di norme, modifiche e rinvii che spesso rende complessa l’individuazione della disciplina applicabile. Per accompagnare il passaggio alle nuove disposizioni è prevista anche la presentazione di un software con tabelle di concordanza, pensato per aiutare contribuenti e professionisti a individuare la corrispondenza tra vecchie e nuove norme.
La combinazione tra semplificazione normativa e innovazione digitale delinea così il nuovo modello al quale punta l’amministrazione fiscale. Da una parte il Codice tributario dovrebbe riordinare e rendere più leggibili le regole; dall’altra intelligenza artificiale, banche dati interoperabili e strumenti informatici dovrebbero rafforzare la capacità di prevenire e contrastare l’evasione. Il passaggio più delicato sarà garantire che la maggiore potenza tecnologica non si traduca in procedure opache o incontrollabili. La linea indicata da Leo mantiene per questo la decisione finale sotto una regia umana, facendo dell’IA uno strumento di supporto all’attività del Fisco e non un sostituto automatico della valutazione amministrativa.





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