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Ferretti punta agli asset di TISG e accelera sui mercati dell’Asia

9 set
Tempo di lettura: 3 min

Ferretti Group guarda alla crescita per linee esterne e mantiene alta l’attenzione sugli asset di The Italian Sea Group (TISG), mentre parallelamente accelera la propria espansione sui mercati asiatici. Il gruppo della nautica di lusso, proprietario di marchi come Riva, Pershing, Custom Line, Ferretti Yachts, Itama, CRN e Wally, si muove in una fase di profonda trasformazione del settore, nella quale capacità produttiva, presenza geografica e forza dei brand diventano elementi sempre più decisivi. L’interesse per alcune attività di TISG si inserisce proprio in questa logica: acquisire strutture, competenze o capacità già esistenti potrebbe consentire di crescere più rapidamente rispetto alla costruzione di nuovi impianti, rafforzando contemporaneamente il posizionamento nel segmento degli yacht e dei superyacht.


La situazione di The Italian Sea Group ha aperto uno scenario particolarmente delicato. Il gruppo di Marina di Carrara, attivo con marchi come Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti, ha avviato un processo competitivo per l’ingresso di nuovi investitori nell’ambito della gestione della propria crisi. Secondo le informazioni emerse sul mercato, la platea dei soggetti interessati si è progressivamente ampliata e comprende operatori industriali italiani e investitori finanziari. Ferretti aveva già chiarito nei mesi scorsi di non avere in corso trattative per l’acquisizione dell’intero capitale di TISG, precisando tuttavia di monitorare costantemente le opportunità coerenti con la propria strategia di crescita per linee esterne. La distinzione tra l’acquisto dell’intera società e l’interesse per singoli asset diventa quindi centrale nella nuova fase.


Per Ferretti un’eventuale operazione avrebbe senso soprattutto se permettesse di aumentare la capacità produttiva, ampliare il portafoglio o rafforzare segmenti nei quali il gruppo individua ulteriori possibilità di sviluppo. L’amministratore delegato Stassi Anastassov ha già indicato una linea molto pragmatica sulle acquisizioni: un’operazione straordinaria deve rispondere a un’esigenza industriale concreta e contribuire a rendere il gruppo più grande, efficiente e competitivo. L’acquisto di capacità produttiva già operativa, in particolare, può offrire tempi significativamente più brevi rispetto alla realizzazione di nuovi cantieri. Il dossier TISG viene quindi osservato all’interno di un quadro più ampio, nel quale Ferretti valuta le opportunità disponibili senza considerare l’acquisizione come un obiettivo fine a se stesso.


A sostenere questa strategia c’è una posizione industriale consolidata. Alla fine del 2025 Ferretti Group disponeva di un portafoglio ordini di circa 1,7 miliardi di euro, con ricavi netti da nuovi yacht nell’ordine di 1,2 miliardi ed Ebitda rettificato pari a circa 203 milioni. La dimensione raggiunta consente al gruppo di programmare investimenti e sviluppo internazionale con una visibilità significativa sui ricavi futuri. La doppia quotazione a Hong Kong e Milano costituisce inoltre un elemento distintivo e rafforza il collegamento con gli investitori asiatici, mentre l’azionista cinese Weichai ha accompagnato negli anni la crescita internazionale del costruttore italiano.


Proprio l’Asia-Pacifico rappresenta uno dei principali terreni sui quali Ferretti vuole aumentare la propria presenza. La regione concentra una popolazione crescente di individui con patrimoni elevati e offre spazi importanti per la nautica di lusso, soprattutto in mercati come Hong Kong, Singapore, Australia e alcune economie del Sud-Est asiatico. Il potenziale rimane però ancora parzialmente inespresso rispetto a quello degli Stati Uniti e del Mediterraneo. Per questo il gruppo punta a rafforzare distribuzione, assistenza post-vendita e relazione diretta con gli armatori, elementi indispensabili in un settore nel quale l’acquisto dell’imbarcazione rappresenta soltanto una parte del rapporto con il cliente.


L’accelerazione asiatica si affianca alla tradizionale forza di Ferretti in Europa e Nord America e risponde all’obiettivo di costruire una struttura commerciale sempre più equilibrata geograficamente. La nautica di alta gamma rimane infatti esposta alle oscillazioni economiche dei singoli mercati, mentre una maggiore diversificazione può ridurre la dipendenza da determinate aree e intercettare più rapidamente la crescita di nuove fasce di clientela. In questo scenario i marchi italiani rappresentano un vantaggio competitivo importante: design, personalizzazione, qualità costruttiva e riconoscibilità del Made in Italy continuano a essere fattori centrali nelle decisioni degli armatori internazionali.


Il possibile interesse per gli asset di TISG e il rafforzamento in Asia sono così due aspetti della stessa strategia industriale. Da una parte Ferretti osserva opportunità che potrebbero aumentare capacità e profondità produttiva senza affrontare i tempi necessari per costruire nuovi siti; dall’altra punta ad ampliare la base commerciale nei mercati con maggiori prospettive di crescita. La partita resta aperta e qualsiasi operazione su TISG dipenderà dalle condizioni del processo competitivo, dalle valutazioni economiche e dalla coerenza degli asset disponibili con i piani del gruppo. Nel frattempo Ferretti continua a investire sui propri marchi e sulla presenza internazionale, cercando di trasformare la forza della nautica italiana in una piattaforma industriale sempre più globale.

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