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Export italiano, Intesa Sanpaolo punta su Mercosur e India: 12 miliardi alle Pmi in sei anni

8 set
Tempo di lettura: 3 min

L’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane diventa una delle leve centrali per affrontare un’economia mondiale caratterizzata da tensioni geopolitiche, nuovi equilibri commerciali e una crescente necessità di diversificare i mercati di destinazione. Intesa Sanpaolo ha erogato dal 2020 oltre 141 miliardi di euro di credito alle Pmi, destinandone 12 miliardi a internazionalizzazione ed export e altri 14 miliardi a operazioni di finanza straordinaria come acquisizioni, fusioni e apertura del capitale. Numeri che, secondo Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori, mostrano quanto l’espansione oltreconfine sia ormai una componente strategica per la competitività del sistema produttivo nazionale.


Il tema è emerso con forza durante una nuova missione negli Stati Uniti, dove Intesa Sanpaolo ha accompagnato dodici Pmi italiane della filiera aerospaziale nella Silicon Valley. L’obiettivo è mettere direttamente in contatto aziende ad alta specializzazione con uno degli ecosistemi mondiali più avanzati per innovazione, tecnologia e disponibilità di capitale. Per le imprese italiane, soprattutto quelle di dimensioni medio-piccole, l’accesso a mercati lontani richiede infatti qualcosa di più del semplice finanziamento: servono relazioni con potenziali partner, conoscenza delle normative locali, assistenza commerciale e capacità di individuare investitori e opportunità industriali.


In questa strategia acquistano crescente importanza anche le nuove tecnologie. Intesa Sanpaolo ha sviluppato una piattaforma digitale basata sull’intelligenza artificiale destinata ad aiutare le Pmi nella ricerca di opportunità e partner sui mercati internazionali. La disponibilità di grandi quantità di informazioni commerciali può permettere di individuare più rapidamente imprese complementari, possibili clienti e geografie con una domanda coerente con le caratteristiche produttive italiane. L’utilizzo dell’IA diventa così uno strumento per ridurre una delle principali difficoltà delle aziende più piccole: trasformare un prodotto competitivo in una presenza internazionale stabile senza disporre delle strutture commerciali delle grandi multinazionali.


La strategia non guarda però soltanto agli Stati Uniti. Un’attenzione particolare è rivolta al Mercosur, dove la domanda di tecnologie avanzate, macchinari e competenze industriali può creare nuovi spazi per il Made in Italy. Intesa Sanpaolo partecipa alla missione imprenditoriale nell’area sudamericana insieme a Confindustria, mentre il Brasile viene considerato uno dei mercati con maggiore potenziale. Pur rappresentando ancora una quota relativamente contenuta dell’export complessivo italiano, la maggiore economia dell’America Latina offre dimensioni, capacità industriale e fabbisogni tecnologici che possono diventare particolarmente interessanti per le imprese italiane.


Parallelamente la banca sta lavorando alla costruzione di partnership con primari istituti finanziari locali, a partire proprio da Brasile e India. Il modello prevede che Intesa Sanpaolo continui a seguire le aziende italiane nella consulenza e nel finanziamento degli investimenti di medio e lungo periodo, affiancando a questa attività il supporto di banche presenti direttamente nei mercati di destinazione per le operazioni commerciali e transazionali. Per una Pmi significa poter affrontare l’espansione internazionale con un’infrastruttura finanziaria più completa, riducendo le difficoltà legate ai pagamenti, alla gestione della liquidità e ai rapporti con controparti straniere.


L’India rappresenta uno dei fronti più promettenti. La crescita dell’economia, l’espansione della manifattura, gli investimenti nelle infrastrutture e lo sviluppo di settori tecnologicamente avanzati stanno aumentando le opportunità per le imprese europee. L’Italia dispone di competenze particolarmente apprezzate nella meccanica, nell’automazione, nell’aerospazio, nell’agroalimentare e nelle tecnologie industriali, ma la frammentazione dimensionale del sistema produttivo può rendere più difficile affrontare autonomamente mercati così complessi. L’obiettivo diventa quindi costruire un sistema di accompagnamento capace di unire credito, consulenza, tecnologia e relazioni internazionali.


Il rafforzamento dell’export assume un valore ancora maggiore in una fase nella quale le tensioni commerciali impongono alle aziende di evitare una dipendenza eccessiva da poche destinazioni. L’Italia rimane una delle principali potenze esportatrici mondiali e oltre la metà dell’export nazionale è riconducibile alle Pmi, elemento che rende la loro capacità di internazionalizzazione decisiva per l’intera economia. Stati Uniti, Mercosur e India rappresentano mercati profondamente diversi, ma accomunati dalla possibilità di assorbire prodotti ad alto valore aggiunto e competenze industriali. La partita si sposta quindi sulla capacità di trasformare l’eccellenza produttiva italiana in una presenza commerciale più ampia e strutturata, accompagnando le imprese non soltanto con finanziamenti, ma con reti e strumenti capaci di aprire nuove rotte di crescita.

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