Ericsson, 131 licenziamenti a Genova: a rischio il cuore della ricerca agli Erzelli

Nuova pesante vertenza occupazionale nel settore delle telecomunicazioni a Genova. Ericsson ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 131 dipendenti del sito degli Erzelli, uno dei poli tecnologici più importanti della città. La riorganizzazione interessa 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti e colpisce in modo particolarmente significativo le attività di ricerca e sviluppo. Secondo quanto comunicato dalle organizzazioni sindacali, il piano prevede infatti la chiusura dell'intero reparto R&D dedicato all'ottica e il ridimensionamento di un'altra struttura di ricerca, entrambe impegnate nello sviluppo di tecnologie avanzate per le reti e le infrastrutture di telecomunicazione. Una decisione che apre un nuovo fronte di preoccupazione non soltanto per i lavoratori direttamente coinvolti, ma anche per il futuro industriale del polo genovese.
Tra le motivazioni indicate nella procedura figura la progressiva involuzione del mercato italiano delle telecomunicazioni, caratterizzato da condizioni considerate particolarmente difficili e da una pressione crescente sulla redditività degli operatori. Il settore sta attraversando da anni una profonda trasformazione, con investimenti necessari per l'evoluzione delle reti che convivono con una forte competizione sui prezzi e con margini spesso compressi. Per i grandi fornitori internazionali di apparati e tecnologie, questo scenario si traduce nella necessità di rivedere strutture, costi e organizzazione. Nel caso genovese, tuttavia, la scelta di intervenire direttamente sulla ricerca alimenta un confronto che supera il tema della semplice riduzione degli organici e investe la capacità del territorio di conservare competenze tecnologiche altamente specializzate.
La reazione della Slc Cgil di Genova è stata particolarmente dura. Il sindacato considera i 131 esuberi un colpo gravissimo per i dipendenti e per le loro famiglie, sottolineando come la chiusura del reparto di ricerca ottica rischi di impoverire uno degli asset tecnologici più qualificati presenti agli Erzelli. La vertenza assume un valore ancora maggiore considerando il percorso del sito Ericsson genovese. Negli anni passati la presenza della multinazionale aveva rappresentato uno degli elementi centrali del progetto di sviluppo della cittadella tecnologica, pensata per concentrare ricerca, innovazione, università e imprese ad alto contenuto di conoscenza. Il progressivo ridimensionamento dell'occupazione ha però alimentato nel tempo preoccupazioni sulla tenuta di questo modello.
Il nuovo intervento arriva inoltre dopo altre ristrutturazioni che hanno interessato Ericsson Italia. Già nel 2025 era stata avviata una procedura nazionale riguardante 132 lavoratori distribuiti tra Genova, Milano, Napoli, Pagani e Roma, mentre negli anni precedenti erano stati utilizzati anche percorsi di uscita volontaria incentivata. La successione degli interventi rende particolarmente delicato il confronto con le rappresentanze dei lavoratori, che chiedono garanzie non limitate alla gestione degli esuberi, ma accompagnate da una prospettiva industriale capace di assicurare continuità alle attività italiane. Il timore è che una riduzione progressiva delle strutture più qualificate possa indebolire stabilmente la presenza del gruppo nel Paese.
Il punto più sensibile riguarda proprio la perdita di competenze specialistiche. Le tecnologie ottiche sono essenziali per l'evoluzione delle reti di telecomunicazione, per la crescita del traffico dati, per le connessioni ad altissima capacità e per le infrastrutture digitali necessarie a data center e servizi avanzati. In una fase nella quale Europa e Italia discutono della necessità di rafforzare la propria autonomia tecnologica, la riduzione di un centro impegnato nella ricerca sulle reti assume quindi una dimensione strategica. Le competenze maturate da ingegneri e tecnici nel corso degli anni non sono facilmente sostituibili e la loro dispersione potrebbe avere conseguenze anche sull'ecosistema locale di imprese, università e professionalità collegate all'innovazione.
Le organizzazioni sindacali chiedono per questo un intervento coordinato della politica e delle istituzioni, affinché la vertenza venga affrontata non soltanto sul piano occupazionale. Lunedì 14 settembre è prevista un'assemblea di tutto il personale, primo passaggio di una mobilitazione che potrebbe accompagnare il confronto con l'azienda. Al centro resteranno le possibilità di evitare licenziamenti traumatici, individuare soluzioni alternative e ottenere indicazioni precise sul futuro delle attività genovesi. La partita riguarda 131 posti di lavoro, ma investe contemporaneamente il ruolo degli Erzelli come polo dell'innovazione e la capacità di Genova di mantenere sul territorio ricerca industriale avanzata in un settore decisivo per la trasformazione digitale.





Commenti