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Emergenza incendi a Creta: evacuazioni di massa e sforzi estremi per contenere i roghi alimentati dal caldo estremo

L’isola di Creta è diventata l’epicentro di una nuova emergenza incendi che ha colpito con violenza la Grecia durante uno dei periodi più caldi dell’anno. Le autorità elleniche, in collaborazione con la protezione civile e le forze armate, stanno combattendo contro numerosi fronti attivi che si sono sviluppati nel fine settimana, costringendo all’evacuazione di centinaia di persone tra residenti e turisti. Le fiamme, alimentate da venti forti e temperature elevate, stanno devastando aree rurali e minacciando infrastrutture civili, mettendo a dura prova il sistema di gestione delle emergenze del Paese.


Secondo quanto comunicato dalla protezione civile greca, le fiamme sono divampate principalmente nella regione di Rethymno, nella parte centro-occidentale dell’isola, e si sono estese rapidamente verso zone abitate, spingendo le autorità a ordinare evacuazioni preventive in almeno cinque villaggi. Alcuni dei roghi si sono avvicinati pericolosamente a centri abitati e strutture turistiche, rendendo necessario l’intervento simultaneo di mezzi aerei, squadre di terra e volontari locali. Le condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli hanno ostacolato le operazioni di spegnimento, in un contesto segnato da scarsità di risorse e dalla difficoltà di accesso in alcune aree montuose.


Il governo greco ha dichiarato lo stato di emergenza in alcune delle zone più colpite, mentre il ministero dell’Ambiente ha sottolineato l’origine dolosa di almeno uno dei principali focolai, alimentando polemiche politiche e accendendo i riflettori sulla cronica vulnerabilità del territorio greco ai disastri estivi. Le forze dell’ordine hanno aperto un’indagine per accertare le responsabilità dietro i nuovi incendi, dopo che negli anni scorsi diversi episodi analoghi hanno portato all’arresto di piromani. La magistratura locale ha già acquisito immagini da droni e satelliti per verificare eventuali attività sospette nelle ore precedenti l’innesco del fuoco.


Tra le località evacuate figura anche il villaggio costiero di Orne, dove oltre 400 persone sono state trasportate via terra in zone sicure grazie all’intervento coordinato di esercito, vigili del fuoco e autorità locali. Molti dei residenti sono stati accolti in strutture pubbliche temporanee predisposte nella città di Heraklion, dove è stato attivato un centro operativo per il coordinamento degli aiuti e delle comunicazioni. La Croce Rossa greca ha allestito tende per l’accoglienza e la distribuzione di beni di prima necessità, mentre le autorità sanitarie locali hanno rafforzato la presenza medica in previsione di eventuali emergenze legate a ustioni, colpi di calore o problemi respiratori.


L’intensità dei roghi ha anche provocato blackout elettrici in alcune aree rurali e danni alle linee telefoniche, isolando temporaneamente intere comunità e complicando ulteriormente le operazioni di soccorso. Le autorità hanno chiesto ai cittadini di non tentare di difendere da soli le proprie abitazioni e di seguire scrupolosamente le indicazioni di evacuazione, dopo che in passato simili comportamenti hanno provocato gravi incidenti. La popolazione ha risposto in modo collaborativo, con molti volontari che si sono uniti ai pompieri per delimitare i focolai nelle zone collinari.


Nel frattempo, il ministero della Difesa ha mobilitato elicotteri CH-47 Chinook e Canadair per il rilascio di acqua nelle zone più colpite. Le immagini trasmesse dalle emittenti nazionali mostrano colonne di fumo visibili a chilometri di distanza e intere colline ricoperte da fiamme alte decine di metri. L’intensità degli incendi è tale da aver costretto le autorità a chiudere temporaneamente alcune strade provinciali, ostacolando gli spostamenti interni e creando disagi anche per i turisti presenti sull’isola.


La situazione a Creta si inserisce in un contesto più ampio di crisi climatica che sta colpendo tutta la Grecia e il bacino del Mediterraneo. Dopo un mese di giugno segnato da temperature record, anche luglio si preannuncia particolarmente critico. Le previsioni meteo indicano che la colonnina di mercurio supererà facilmente i 40 gradi in diverse regioni dell’Egeo nei prossimi giorni, con un’umidità bassa e forti venti che creano le condizioni ideali per la propagazione degli incendi. Il servizio meteorologico nazionale ha diramato un’allerta rossa per Creta, l’Attica e il Peloponneso, esortando alla massima prudenza.


Le autorità europee hanno offerto il loro supporto al governo greco, e tramite il meccanismo di protezione civile dell’UE è stato avviato un coordinamento per l’invio di ulteriori mezzi antincendio e squadre specializzate. La Grecia è uno dei Paesi che più ha beneficiato dei fondi europei per il contrasto agli incendi boschivi, ma i numeri mostrano che la frequenza e l’intensità di questi eventi sono in crescita. Secondo i dati forniti dall’EFFIS (il sistema europeo per gli incendi forestali), nel 2023 la Grecia ha perso oltre 150.000 ettari di superficie forestale a causa degli incendi, il doppio rispetto alla media degli ultimi cinque anni.


Nel corso della giornata, il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha convocato una riunione straordinaria con i ministri dell’Interno, della Difesa e della Protezione civile per valutare l’adozione di ulteriori misure straordinarie. Al termine dell’incontro, il governo ha annunciato l’invio di ulteriori rinforzi sull’isola e ha chiesto l’attivazione del protocollo nazionale per gli eventi climatici estremi. Il premier ha invitato i cittadini alla responsabilità e ha promesso che verranno destinati fondi straordinari per il ristoro dei danni subiti da privati e aziende agricole.


L’emergenza ha anche innescato un vivace dibattito politico. L’opposizione accusa il governo di non aver fatto abbastanza per prevenire gli incendi, nonostante le segnalazioni degli esperti sul rischio elevato di eventi estremi. Il leader del partito Syriza, Stefanos Kasselakis, ha criticato la gestione dei fondi europei e l’insufficiente implementazione di piani di riforestazione e pulizia delle aree boschive. Anche alcune ONG ambientaliste hanno sottolineato che la gestione del territorio rimane uno dei punti deboli della politica ambientale greca, aggravando la vulnerabilità ai disastri naturali.


Il turismo, settore chiave per l’economia cretese, rischia di subire un duro contraccolpo, proprio nel cuore dell’alta stagione. Le associazioni degli operatori turistici hanno già registrato numerose cancellazioni, mentre le compagnie di trasporto stanno valutando modifiche ai collegamenti per ragioni di sicurezza. L’aeroporto di Heraklion, seppur operativo, ha segnalato ritardi dovuti alla scarsa visibilità causata dal fumo. Anche il porto ha visto una momentanea sospensione di alcune tratte verso le isole minori.

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