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Difesa europea, l'Italia chiederà 14,9 miliardi al fondo SAFE: il Governo prepara il piano di investimenti

28 lug
Tempo di lettura: 2 min

L'Italia si prepara ad accedere al programma europeo SAFE (Security Action for Europe), lo strumento finanziario istituito dall'Unione europea per sostenere gli investimenti nel settore della difesa. L'annuncio è arrivato dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha confermato la decisione del Governo di richiedere 14,9 miliardi di euro attraverso il meccanismo europeo. La richiesta sarà formalizzata entro la fine dell'anno e rappresenta uno dei principali passaggi della strategia italiana per il rafforzamento delle capacità militari nazionali e della cooperazione industriale europea nel comparto della difesa.


Il fondo SAFE è stato creato dall'Unione europea per consentire agli Stati membri di finanziare programmi comuni destinati a rafforzare la sicurezza del continente, favorendo la produzione industriale nel settore della difesa e l'acquisizione congiunta di equipaggiamenti militari. Lo strumento mette a disposizione prestiti a condizioni agevolate, con l'obiettivo di migliorare l'interoperabilità tra le forze armate europee, sostenere le imprese del comparto e rafforzare l'autonomia strategica dell'Unione. L'accesso alle risorse non comporta un'erogazione automatica, ma richiede la presentazione di specifici programmi di investimento che dovranno essere valutati dalle istituzioni europee secondo i criteri previsti dal regolamento comunitario.


Nel corso dell'informativa alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sugli esiti del recente vertice della NATO, Tajani ha spiegato che il Governo predisporrà la proposta entro la conclusione dell'anno, mentre sarà successivamente il ministro della Difesa Guido Crosetto a definire nel dettaglio le modalità di impiego delle risorse nel corso dell'anno seguente. L'intenzione dell'esecutivo è quella di utilizzare i finanziamenti europei per sostenere programmi ritenuti prioritari per il potenziamento delle capacità difensive italiane, nel quadro degli impegni assunti in ambito atlantico e della crescente cooperazione europea nel settore della sicurezza.


La decisione arriva dopo settimane di confronto all'interno della maggioranza e del Governo sull'opportunità di ricorrere allo strumento europeo. Il tema aveva alimentato un ampio dibattito sia sul piano politico sia su quello finanziario, considerando l'impatto che nuovi investimenti nella difesa possono avere sui conti pubblici e sulla programmazione delle risorse statali. L'utilizzo del fondo SAFE consente infatti di accedere a finanziamenti europei a condizioni più favorevoli rispetto ai tradizionali strumenti di mercato, offrendo agli Stati membri la possibilità di distribuire nel tempo il costo degli investimenti senza incidere immediatamente sulla spesa corrente. Allo stesso tempo, resta centrale il confronto sulla compatibilità di tali programmi con gli obiettivi di finanza pubblica e con il rispetto delle regole europee di bilancio.


L'annuncio rappresenta un passaggio significativo nella politica italiana in materia di difesa e sicurezza. L'eventuale utilizzo dei 14,9 miliardi di euro consentirebbe di finanziare nuovi programmi industriali, favorire l'innovazione tecnologica del comparto e rafforzare la partecipazione delle imprese italiane ai grandi progetti europei nel settore della difesa. Nei prossimi mesi il Governo definirà il contenuto della richiesta da presentare a Bruxelles e individuerà le priorità di investimento, in un contesto internazionale caratterizzato da crescenti esigenze di sicurezza e da un progressivo rafforzamento della cooperazione tra gli Stati membri dell'Unione europea.

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