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Dichiarazioni di guerra... Tornano le guerre convenzionali?


La dichiarazione di guerra è una tradizione antichissima. Deriva da principi di natura cavalleresca, ma anche di natura pratica: è disonorevole per un cavaliere attaccare il nemico alle spalle, ma è anche pratico avvisare un nemico più debole per ottenere una resa precoce senza sprecare risorse.

A partire dal 1945 le "dichiarazioni di guerra" sono state rese obsolete, alla fine della seconda guerra mondiale: è stato formalmente proibito l'utilizzo della forza per risolvere le controversie internazionali, e sono stati pochi i casi di vere e proprie formali dichiarazioni di guerra. Ce ne sono state alcune, ma limitatamente ad Asia orientale, Africa occidentale e Medio Oriente e agli stati invasi da Russia e USA che hanno dichiarato unilateralmente guerra ai loro invasori.


L'ONU non riconosce valide le ostilità esercitate da uno stato in un territorio nemico, ma riconosce il diritto inviolabile di ogni paese di difendere la sovranità sul proprio territorio da aggressioni esterne, anche con la forza. Vietnam, Korea, Afghanistan e Iraq sono sempre state, almeno formalmente, "operazioni militari antiterroristiche", e la parola "guerra" è stata sempre evitata, sia nella Nato che nei paesi orientali.


Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha cambiato nome (temporaneamente) in "Dipartimento della guerra" (department of war). Alcuni politici americani hanno esplicitamente dichiarato che "il presidente non può dichiarare guerra senza il consenso del Congresso". Al di là delle implicazioni politiche, si tratta di una svolta epocale. Nonostante le tensioni internazionali che durano ormai dall'inizio dell'invasione russa, è solo da pochi mesi che le parole "guerra" e "dichiarazione di guerra" hanno ripreso a circolare sulle bocche dei personaggi più potenti del mondo. E questo ci deve far riflettere.


Analisti bellici specializzati a più riprese hanno parlato di un possibile ritorno alle guerre convenzionali. E sebbene un'invasione della Groenlandia è ad oggi improbabile, nulla vieta che su altri teatri di guerra le cose possano prendere questa via. Staremo a vedere.

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